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Agricoltura, Cultura

RECUPERO DEL GERMOPLASMA DEL CARCIOFO TRICASINO.

di Concetta Lotti

TRICASE – Durante le ricognizioni territoriali effettuate dal DiSSPA, in collaborazione con i Partner diretti collaboratori nel progetto BiodiverSO, si incontrano donatori di germoplasma che, con passione e amore per l’antico, le tradizioni e le culture popolari, la campagna e la natura, sono riusciti, anche inconsapevolmente, a salvaguardare e conservare le risorse genetiche agrarie. Essi, di fatto, pongono in essere la possibilità per i genetisti agrari ed i miglioratori vegetali di recuperare geni coinvolti nel controllo di caratteri morfologici, bio-agronomici e di resistenza agli stress biotici ed abiotici, che potranno essere valorizzati con la conduzione di futuri programmi di miglioramento genetico realizzati per vari scopi.

È nostra intenzione presentarvi questi personaggi, le loro convinzioni e idee sull’agricoltura, mostrandovi il loro attaccamento ai luoghi in cui loro e i loro avi hanno realizzato per decenni l’orticoltura pugliese.

È bene evidenziare come non sempre detti orticoltori siano dei biopatriarchi; anzi, durante una missione di esplorazione condotta nel Salento con i tecnici dell’Agriplan S.r.l abbiamo avuto il piacere di incontrare a Tricase i Sigg. Irene e Carlo Panico, professionisti che gestiscono con orgoglio e fierezza di altri tempi un agriturismo con annesso orto ereditato dal nonno.

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Nella “Masseria di Nonno Tore”, oltre a gustare alcuni prelibati e antichi piatti tipici salentini, è stato possibile rintracciare e acquisire genotipi di meloncella salentina e ceci neri. Ma, fatto più importante, è che dopo qualche giorno dal nostro primo incontro abbiamo ricevuto una richiesta di nuovo intervento da parte di Irene e Carlo poichè questa gentile coppia aveva maturato l’intenzione di farci una sorpresa mostrandoci un piccolo e prezioso scrigno segreto nascosto nella loro masseria.

Infatti, in essa permane un clone di carciofo tricasino spinoso pervenuto a Carlo e Irene dal loro bisnonno, quindi datato all’incirca al 1846, che noi abbiamo fotografato, raccogliendo gli ultimi capolini e ricevendo la promessa ed il loro permesso a che il DiSSPA possa propagare il clone, ricoverandolo e conservandolo “in vivo” presso l’Azienda Sperimentale Martucci dell’Università di Bari sita a Valenzano (Ba).

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                         Trapianto carducci

Ai nostri simpatici e gentili amici Irene e Carlo vanno i nostri complimenti per come gestiscono la loro azienda e le coltivazioni in essa presenti e un ringraziamento per la loro collaborazione, semplicità, fiducia e amicizia che ci hanno voluto concedere e che noi salvaguarderemo e conserveremo gelosamente: grazie!

 

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                      Prelievo carducci

Fonte: biodiversitapuglia.it

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