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Ambiente, Regione Puglia

REFERENDUM DEL 17 APRILE – LA SITUAZIONE A 30 GIORNI DAL VOTO

TRICASE – Un mese è il tempo che ci divide dalla data del Referendum abrogativo del 17 Aprile 2016 , richiesto a gran voce dalle regioni (Puglia, Marche, Sardegna, Basilicata , Calabria, Liguria, Campania, Molise e Veneto) per decidere se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Numerose sono state le critiche iniziali riguardo la scelta della data del referendum fissata dal Consiglio dei Ministri per il 17 Aprile 2016, data che non coincide con le amministrative di Maggio, creando un ulteriore spesa per lo Stato di circa 300 milioni, in un periodo non certo florido per l’economia Italiana; appresa la data , i vari gruppi politici e associazioni,  non hanno perso tempo a schierarsi contro o a favore delle trivelle nei nostri mari, prima su tutte GreenPeace, che oltre a manifestare liberamente il suo dissenso a questa scelta politica, ha reso noti i dati  dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che certificano come nel  75% circa dei fondali vicini alle stazioni petrolifere ci sia una forma di inquinamento chimico superiore alla media consentita per legge, questo ovviamente senza contare eventuali danni.TricaseNews_GreenPeace-Trivelle-Fuorilegge-Inquinamento A livello politico, sembra netta la presa di posizione per il no alle trivelle (VOTO SI) da parte del M5S nazionale e locale , SEL e Sinistra nazionale e locale , più buona parte del PD locale, grazie al quale, insieme ad altri gruppi politici, oggi abbiamo la possibilità di votare al Referendum; più vaga la posizione delle Destre e LegaNord sia in ambito locale che nazionale; a sorprendere invece è la scelta della Segreteria nazionale del Partito Democratico, che opta per l’astensione, ingaggiando lo scontro interno sia con gli esponenti Democratici locali , che con il Gruppo dei Giovani Democratici: duro e pungete Michele Emiliano in un post sul suo profilo, che afferma tutta la sua contrarietà alla scelta fatta dalla segreteria nazionale PD,  altrettanto pungete la lettera dei GD, cui figura tra i firmatari Andrea Ciardo (Coordinatore GD Lecce).

La linea del Comitato Notriv, va oltre al problema dell’inquinamento, infatti il comitato sul proprio sito di riferimento, afferma:

Il voto del 17 Aprile è un voto immediatamente politico, in quanto, al di là della specificità del quesito, residuo di trabocchetti e scossoni, esso è l’UNICO STRUMENTO di cui i movimenti che lottano da anni per i beni comuni e per l’affermazione di maggiori diritti possono al momento disporre per dire la propria sulla Strategia Energetica nazionale che da Monti a Renzi resta l’emblema dell’offesa ai territori, alle loro prerogative, alla stessa Costituzione italiana.

A  30 giorni dal referendum , emerge una situazione chiara dal punto di vista di quale sarà la scelta; i vari comitati più le associazioni oltre ai vari gruppi politici scesi in campo contro le trivelle, danno una netta impressione di quale potrebbe essere l’esito del Referendum; meno chiara invece appare la lungimiranza della politica nazionale , incapace di fare una scelta coraggiosa e innovativa, puntando su un futuro eco-sostenibile, prendendo spunto dagli esempi positivi delle varie nazioni europee; confusa appare in questo caso, la distanza e la comunicazione tra Stato e Regioni, anche quando a governare è sempre lo stesso soggetto politico.

“Noi di Tricasenews cerchiamo di darvi un informazione plurale, equa e giusta riguardo al Referendum; tuttavia affermiamo personalmente e con convinzione, la nostra contrarietà a trivellare (VOTO SI), perché pensiamo che un futuro più sostenibile senza l’utilizzo sfrenato di energie fossili sia possibile e, soprattutto, sia lo strumento migliore per le generazioni future al quale lasceremo la nostra terra, e perché crediamo che la nostra vera ricchezza, sia la natura, e il nostro oro nero, sia il turismo”.

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