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Ambiente

REFERENDUM TRIVELLE: 6 MOTIVI PER VOTARE “SI”

Trivellazioni in mare: andiamo a referendum il 17 aprile? D’accordo, è antidemocratico (il referendum non coinciderà con le successive amministrative, il che vuol dire tempi drasticamente ridotti per la campagna referendaria e uno spreco di oltre 350 milioni di euro di soldi pubblici), ma tant’è. Forza, armiamoci di penna e votiamo SI

Al referendum sulle trivelle dovremo esprimerci per evitare che i permessi già accordati entro le 12 miglia marine dalla costa possano essere prorogati oltre la loro naturale scadenza, per tutta la “durata della vita utile del giacimento”.

Se vincerà il sì, infatti, ad essereabrogato sarà l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, dove si prevede che le trivellazioni continuino fino a che il giacimento lo consente. La vittoria del sì bloccherebbe in questo caso tutte le concessioni per estrarre il petrolio entro le 12 miglia dalla costa italiana, quando i contratti giungeranno a scadenza. 

Perché allora votare SI al referendum? Greenpeace ci suggerisce almeno sei buoni motivi:

1. Con il voto, difendiamo il nostro diritto di scegliere. Ora, come in qualsiasi competizione elettorale, con il voto manifestiamo una nostra volontà. È un diritto sacrosanto e andare a votare significa anche scegliere di difenderlo.

2. Una perdita di petrolio nei nostri mari sarebbe un disastro! Anche con trivelle offshore, non si può escludere un incidente. Pensate cosa potrebbe accadere in un mare chiuso come il Mediterraneo, quali gravi conseguenze e quali danni irreversibili.

3. Mettiamo in pericolo il mare per un pugno di barili. Nel caso si trivellasse, si estrarrebbe poco petrolio e pure di scarsa qualità e nel contempo si metterebbero in pericolo le nostre coste, la fauna, il turismo, la pesca sostenibile e le prime vittime innocenti potrebbero essere delfini, capodogli, tartarughe, gabbiani e i pesci che popolano i nostri mari. Difendiamoli!

4. Ci guadagnano solo i petrolieri: per estrarre petrolio le compagnie devono versare le cosiddette royalties e sappiate che per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae. Tutto a favore dei petrolieri!

5. La ricchezza del nostro Paese non è il petrolio! Ci vuole tanto a capire che un Paese così bello come il nostro potrebbe campare sul turismo, sulla sua cultura, sulla sua enogastronomia, sulla sua storia?

6. Le trivelle non sono una soluzione ai nostri problemi energetici: bucare i fondali non significherà dissolvere la nostra dipendenza energetica dall’estero. Come ammette anche il governo, le riserve certe di petrolio nei mari italiani equivalgono a 7-8 settimane di consumi nazionali e potremmo estrarre gas per soddisfare i consumi di 6 mesi. Siamo sicuri che ne valga la pena?

greenme.it

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