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Ambiente

REFERENDUM TRIVELLE – IL VOTO E’ POLITICA

Il 17 Aprile è il giorno in cui saremo chiamati alle urne per pronunciarci sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni che si trova nella legge di Stabilità 2016, riguardanti le concessioni petrolifere per le piattaforme che operano entro le 12 miglia; queste vengono effettuate da compagnie estrattive diverse, sulla base di una concessione che dura inizialmente 30 anni, poi prorogabile per due volte, cinque anni ciascuna, in totale 40 anni, più altri cinque possibili.

Tante e diverse sono le ragioni che spingono gli Italiani a fare una scelta, perché è di quello che si tratta, una scelta che comunque vada, riguarda noi e il nostro futuro. La bellezza del referendum fa si che anche i semplici cittadini possano partecipare attivamente a decisioni di una certa importanza, la bellezza del referendum crea un forte dibattito, crea curiosità, crea passione per la politica, mettendo a confronto 2 gruppi, i favorevoli ed i contrari, che a suon di ragionamenti (a volte logici, a volte dettati dal cuore), cercano di far prevalere le ragioni della loro scelta, e tutto questo non può che essere un beneficio quel sistema chiamato Democrazia. Dal confronto, nascono le certezze, ma anche i dubbi e gli interrogativi, si apre una breccia nella nostra coscienza che ci fa crescere e maturare perché essa stessa crea pensiero e ci spinge verso il ragionamento, verso la curiosità, verso, in questo caso, la nostra scelta che faremo il 17 Aprile.

Grazie a questo Referendum, abbiamo notato come anche fasce e gruppi politici diversi, si sono uniti sotto il segno del “SI” , mettendo da parte la voglia di prevaricare gli uni sugli altri, e cercando di raggiungere insieme un fine utile in chiave di energia, ambiente e inquinamento. Più vago Il fronte del “NO”   con il comitato che si chiama “Ottimisti e razionali”, presieduto dall’ex deputato Pci Gianfranco Borghini, più vago perché c’è chi va oltre in questo paese, invitando all’astensione, dicendo ai cittadini che il Referendum è qualcosa di inutile, offendendo le istituzioni che hanno il compito di valutarlo per poi approvarlo, offendendo svariati consigli regionali che lo hanno chiesto a gran voce, offendendo la Democrazia stessa (o quello che ne rimane) e tutto quello che è un dibattito libero che si ha in un paese civile.

Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta, forse sei d’accordo con noi o forse no, ma qualunque sia la tua scelta caro lettore, il 17 Aprile metti una croce su quella scheda, e poco importa se quello che accadrà non sarà un lieto fine, perché anche con gli errori, si cresce, si sviluppa memoria e si migliora; caro lettore, fai la tua scelta.

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