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Regione Puglia, Religione

REGIONE PUGLIA – RICONOSCIUTA LA FUNZIONE SOCIO EDUCATIVA DEGLI ORATORI.

PUGLIA – E’ stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore al Welfare, Salvatore Negro, lo schema di disegno di legge sul riconoscimento della funzione socio educativa degli Oratori in Puglia. L’ipotesi di legge raccoglie le istanze e le sensibilità di molte organizzazioni religiose e realtà assai attive sul territorio, per un pieno riconoscimento degli oratori, che possa dare applicazione concreta alla norma già presente nella l.r. n. 19/2006 e mettere a sistema quanto già in molte situazioni di eccellenza si è già realizzato in Puglia: come ad esempio l’ammissione a finanziamento a valere sui fondi FESR dei progetti di investimento di alcune Parrocchie e di alcuni oratori.

“L’approvazione di questa delibera – spiega il presidente Emiliano mira ad arricchire il quadro normativo che disciplina i rapporti tra i soggetti del terzo settore con le amministrazioni pubbliche per il concorso alla rete dei servizi per le persone e le comunità. Dopo le organizzazioni di volontariato e le organizzazioni di promozione sociale, considero assai importante questo passaggio che dà cittadinanza piena anche agli Oratori nel sistema regionale dei servizi sociali. E sono ancor più contento che questo passaggio si sia compiuto nello stesso giorno in cui proprio la Puglia, e Bari in particolare, ospitano la cerimonia di celebrazione del bicentenario della nascita di Don Bosco, perché proprio la Congregazione dei Salesiani ha dato la paternità ad alcune tra le realtà di Oratori più radicate e più significative anche in Puglia”. “Tra le novità più importanti – conferma l’assessore Negro – che il disegno di legge reca vanno evidenziati gli strumenti e le opportunità definiti per rendere più efficace la collaborazione pubblico-privato a beneficio dei ragazzi e delle famiglie che sono i destinatari finali delle attività sociali, educative, aggregative degli oratori”.

Obiettivi della legge sono : – riduzione della marginalità sociale dei soggetti, soprattutto minori, a rischio di devianza e di discriminazione; – conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e sostegno alle responsabilità genitoriali di molte famiglie; – sviluppo di percorsi socioeducativi per l’empowerment delle persone, ragazzi e adulti; – animazione territoriale a supporto dei processi identitari delle comunità e dei processi di rigenerazione urbana di quartieri degradati nei contesti urbani e di piccoli comuni e zone rurali, anche partecipando a percorsi di amministrazione condivisa di beni comuni.

Vengono poi definite le opportunità di partecipazione degli oratori, e in particolare dell’organismo di rappresentanza di tutti gli oratori facenti capo al Servizio di Pastorale Giovanile Regionale, ma anche le altre organizzazioni di rappresentanza, a far parte dei tavoli di programmazione partecipata di volta in volta attivati dalle strutture regionali, e indica lo stesso input a tutti gli Ambiti territoriali sociali. Si riconosce inoltre agli oratori il ruolo di soggetti che possono attuare singole azioni, attività e iniziative nei contesti locali a complemento dei servizi strutturali per le persone, le famiglie e le comunità assegnati alla responsabilità degli Enti locali. L’iter legislativo dello schema di disegno di legge potrebbe consentire di portare il DDL entro fine anno all’attenzione del Consiglio Regionale.

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