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Ambiente, Politica, Regione Puglia, Rifiuti, Salento

RIFIUTI, SERGIO BLASI PRESENTA UNA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER SOSPENSIONE ECOTASSA

"E' inammissibile che i cittadini pugliesi si trovino nell’assurda condizione di pagare di tasca loro per un’infrazione che non commettono".

“Ho depositato stamane una proposta di legge regionale per la sospensione dell’Ecotassa, a partire dal 2018 sino a che la Regione Puglia non avrà attivato gli impianti di trattamento della frazione umida dei rifiuti (compostaggio) necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.  Cosi’ il Consigliere Regionale PD Sergio Blasi

Un provvedimento – continua – che reputo doveroso perché è inammissibile che i cittadini pugliesi si trovino nell’assurda condizione di pagare di tasca loro per un’infrazione che non commettono. Ai Comuni, com’è noto, spetta la raccolta e il trasporto dei rifiuti, alla Regione, attraverso le Ato, spetta lo smaltimento della frazione organica. Ma è qui che il ciclo si interrompe per mancanza o inefficienza di impianti ed è qui che l’Ecotassa prende forma e diventa ingiusta nei confronti dei cittadini. E’ giusto, di contro, che la Regione tuteli i pugliesi da quella che è una sua inefficienza, assumendosene la responsabilità e lavorando per garantire il completamento del ciclo dei rifiuti nel più breve tempo possibile.

Al Sig. Presidente del Consiglio
Mario Loizzo
presso sede Consiglio regionale

Ill.mi Sig.ri Colleghi Consiglieri
OGGETTO: Proposta di legge: Sospensione art. 7 della Legge n. 38 del 30 dicembre 2011 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2012 e bilancio pluriennale 2012-2014 della Regione Puglia”

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE
Sospensione art. 7 della Legge n. 38 del 30 dicembre 2011 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2012 e bilancio pluriennale 2012-2014 della Regione Puglia”

Relazione
Signor Presidente, Colleghi Consiglieri,
è ormai da decenni che in Puglia si parla della chiusura del ciclo dei rifiuti. Si tratta di un impegno che le passate amministrazioni regionali non sono riuscite ad onorare nonostante le promesse. Oggi tocca a noi affrontare e risolvere il problema.

Come è noto, su questo fronte il problema è rappresentato dalla mancanza di impianti di compostaggio. Legittimo che i cittadini pensino che c’è una volontà politica di non riformare il sistema. O di farlo a ritmi lentissimi, per non sottrarre improvvisamente economie al settore delle discariche e degli inceneritori che ancora oggi è imperante. In alcune città della nostra regione ci si trova dinanzi ad una situazione paradossale: i cittadini differenziano e l’amministrazione conferisce in discarica. Questo avviene anche perché non c’è la possibilità, per i pochi impianti (privati) di compostaggio pugliesi, di accogliere i rifiuti di un bacino enorme. A pensar male si potrebbe notare anche che le inefficienze della differenziata sono funzionali alla sopravvivenza del sistema precedente, quello che all’esito della raccolta prevede la discarica o l’inceneritore.

La gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia è ormai da molti anni in uno stato di vera e propria emergenza. Dal rapporto “Rifiuti urbani del 2017” redatto dall’Ispra emergono dei dati sconfortanti per la Puglia. La raccolta differenziata nell’anno 2016 in Puglia si attesta al 33,4%, dato quest’ultimo bassissimo se paragonato alle realtà rappresentate dalle regioni del centro-nord Italia. La più alta percentuale di raccolta differenziata è conseguita dalla regione Veneto, con il 72,9%, seguita da Trentino Alto Adige con il 70,5%, Lombardia con il 68,1% e Friuli Venezia Giulia con il 67,1% Tutte queste regioni superano, pertanto, l’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012. Superano il 60% di raccolta differenziata l’Emilia Romagna (60,7%) e la Sardegna (60,2%) e si approssimano a tale valore le Marche (59,6%). Umbria, Piemonte e Valle d’Aosta superano il 55%, con tassi rispettivamente pari al 57,6%, 56,6% e 55,6%, mentre Abruzzo (53,8%), Campania (51,6%) e Toscana (51,1%) si attestano al di sopra del 50%. Nel complesso sono 13 le regioni che raccolgono in maniera differenziata oltre la metà dei rifiuti urbani annualmente prodotti. La Liguria fa registrare una percentuale del 43,7%, e il Lazio del 42,4%. Si approssima al 40% la raccolta della Basilicata (39,2%) e superano il 30% i tassi della Puglia (34,3%) e della Calabria (33,2%). Il Molise fa rilevare una percentuale di raccolta del 28%, mentre la Sicilia, pur mostrando una crescita passando dal 12,8% del 2015 al 15,4% del 2016, rimane ancora al di sotto del 20%.

Come si esce dall’empasse? Io faccio la mia proposta: chiedo che il pagamento della ecotassa -inutile balzello che i cittadini pugliesi pagano per colpe non loro, ma per esclusive inefficienze della Regione- venga sospeso in attesa che si chiuda finalmente il ciclo dei rifiuti. Per fare questo basterebbe ristrutturare le piattaforme per la selezione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata presenti in tutta la Regione. Questi impianti, costruiti con soldi pubblici e mai entrati in funzione (o che hanno funzionato per brevi periodi), avrebbero certamente bisogno di una ristrutturazione, ma nel giro di pochi mesi sarebbe possibile trasformarli in impianti di compostaggio aerobico funzionanti a pieno regime, in grado di assorbire il rifiuto umido del proprio bacino di riferimento. E soprattutto, la gestione di quegli impianti resterebbe in mani pubbliche. Se oggi infatti scontiamo un ritardo anomalo rispetto a territori più avanzati è proprio perché i nuovi impianti di compostaggio sottrarrebbero tonnellate di rifiuto (e dunque guadagno) a quelle realtà che gestiscono discariche e inceneritori. E che – è inutile nasconderlo – esercitano potenti pressioni sulla politica a tutti i livelli, perché dalle decisioni istituzionali dipendono i loro guadagni.

L’articolo 1 della presente proposta sospende per il 2018 il pagamento dell’ecotassa, in bilancio quantificata in 16,5 Milioni di Euro di introiti in meno per le casse regionali che gli incolpevoli cittadini pugliesi pagano ogni anno, con l’obiettivo di costringere il Governo regionale a trovare una soluzione a questo annoso problema che non può più essere rinviata data da destinarsi e chiudere finalmente il ciclo dei rifiuti in Puglia.

L’articolo 2, rubricato norma finanziaria, quantifica in Euro 16.500.000 per anno le minori entrate per il Bilancio regionale a cui si dovrà fare fronte mediante conseguenti riduzioni di spesa in parte sul capitolo di spesa collegato 611087 “Spese per favorire la minore produzione di rifiuti e le altre attività di cui alla l. 549/95 art. 3 comma 27” e, per il restante importo, mediante riduzione dello stanziamento del Fondo globale per il finanziamento di leggi regionali di spesa corrente in corso di adozione.

TESTO

Art. 1
(Sospensione dell’art. 7 della Legge regionale n. 38/2011)
1. Nelle more del completamento delle attività finalizzate alla gestione del ciclo dei rifiuti, per l’anno 2018 è sospesa l’applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all’art. 7 della Legge Regionale n. 38 del 30 dicembre 2011.

Art. 2
(Norma finanziaria)
1. Dall’applicazione della presente disposizione di legge conseguono minori entrate in termini di competenza e cassa, per il bilancio regionale quantificate in Euro 16.500.000,00.
2. Si provvede alla copertura degli oneri di cui al comma 1 mediante le seguenti variazioni, in termini di competenza e cassa, negli stati di previsione dell’entrata e della spesa del bilancio di previsione finanziario 2018-2020, per l’esercizio 2018: in entrata riduzione pari ad Euro 16.500.000,00 sul capitolo 1013400 “Tributo speciale deposito in discarica dei rifiuti solidi (Art. 3, commi da 24 a 38, l. 549/95)” – Titolo 1 – Tipologia 101 –Categoria 59; in spesa riduzione sul capitolo 611087 “Spese per favorire la minore produzione di rifiuti e le altre attività di cui alla l. 549/95 art. 3 comma 27” – Missione 09 – Programma 08 per un importo di Euro 9.200.000,00; in spesa riduzione sul capitolo 1110070 “Fondo globale per il finanziamento di leggi regionali di spesa corrente in corso di adozione” – Missione 20 – Programma 03 per un importo di Euro 7.300.000,00.

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