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Cultura, Curiosita'

RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO: “SGATTAIOLARE”

Sgattaiolare

 sgat-ta-io-là-re (io sgat-tà-io-lo)

Riferito a gatti, uscire o passare per strette aperture; entrare o uscire, allontanarsi o avvicinarsi di soppiatto; sottrarsi a qualcosa di indesiderato

derivato di gattaiola, col prefisso s- che indica uscita, allontanamento.

Anche questa parola deve la sua potenza espressiva al richiamo di un comportamento direttamente osservabile nella realtà: in questo caso è il peculiare modo che hanno i gatti di entrare o uscire per aperture strette – sintetizzate dalla parola (emersa nell’Ottocento) nell’immagine della gattaiola.Il forte sta in due punti: il primo è il modo. Lo sgattaiolare evoca un movimento che ha alcuni caratteri del movimento dei gatti: è silenzioso, svelto, disinvolto, e permette di passare inosservati. Quindi più che su caratteri estetici, si concentra su caratteri funzionali – tant’è che per esempio non è detto che lo sgattaiolare sia elegante, basta sia quatto, rapido e discreto.Il secondo è la direzione. Questo movimento è sempre colto nel suo dirigersi – fuori, dentro, lontano, vicino, esplicitamente o no. Al concerto l’amica riesce a sgattaiolare nelle prime file attraverso la calca; a casa della bella, sentendo i genitori che rientrano il fidanzato sgattaiola via scavalcando il muro del giardino; e appena s’inizia a ventilare la necessità di assegnare qualche lavoro ingrato il collega se la sgattaiola lesto adducendo ben altre urgenze.

Esempio simpatico di come il mondo animale sia continua fonte di suggestioni linguistiche, in una parola particolarmente precisa, colorita e di sicura presa.

Fonte: unaparolaalgiorno.it

 

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