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Cronaca, Salento

S.S. 275: il TAR di Lecce respinge il ricorso dei proprietari dei fondi espropriati

LECCE — Il Tar di Lecce ha rigettato l’ennesimo ricorso contro le procedure di espropriazione dei terreni interessati dal nuovo tracciato della Strada Statale 275 Maglie – Leuca, dichiarandolo in parte irricevibile, in parte inammissibile e per il resto infondato.

Si tratta del ricorso proposto dalla proprietaria di un terreno situato nel comune di Castrignano del Capo, che censurava sia le modalità di affidamento dell’incarico di progettazione alla “Prosal srl” da parte del Consorzio Sirsi nel 1994, sia la delibera Cipe del 2004 di approvazione del progetto preliminare dell’opera e, infine, il verbale di accordo del 3 marzo 2011 tra il presidente della Regione Puglia, il presidente della Provincia di Lecce e il presidente dell’Anas, per la modifica del progetto nell’ultimo tratto (con la riduzione da quattro a due corsie) e l’inserimento di opere di mitigazione ambientale.

La ricorrente sosteneva la nullità di tali atti o la loro illegittimità e, in particolare, l’illegittimità dell’avvio del procedimento di espropriazione per l’omessa pubblicazione degli atti contenenti la dichiarazione di pubblica utilità con l’indicazione delle particelle catastali. Hanno resistito in giudizio la Provincia di Lecce e il Consorzio Asi, difesi dall’avvocato Pietro Quinto, ma anche la Regione Puglia, con l’avvocato Antonella Loffredo, l’Anas, con l’avvocatura distrettuale dello Stato di Lecce e la “Prosal srl” con l’avvocato Ernesto Sticchi Damiani.

Il Tar ha, nella sostanza, confermato le proprie precedenti decisionisia sui ricorsi proposti da altri privati cui erano stati espropriati i terreni ricadenti sul tracciato della Statale 275, sia sui risorsi presentati da associazioni e comitati che si oppongono alla realizzazione dell’opera.

In particolare, il Tar, condividendo le eccezioni dei difensori, ha dichiarato tardivo ed inammissibile, per difetto di legittimazione della parte ricorrente, la contestazione relativa alla modalità di affidamento dell’incarico di progettazione alla Prosal da parte del Sirsi. Ciò perché le censure non incidono sulla regolarità della progettazione. “Gli atti di approvazione del progetto preliminare e di quello definitivo – si legge nella sentenza – si collocano su un piano autonomo e distinto, in funzione dell’interesse perseguito, rispetto a quelli di affidamento degli incarichi di progettazione”. In sostanza, come lo stesso Tar ha affermato, sono inammissibili le censure riguardanti “le procedure di affidamento degli incarichi di progettazione e di esecuzione dei lavori da parte dei soggetti non legittimati a concorrere per l’aggiudicazione di quell’incarico”.

 Di particolare importanza, secondo l’avvocato Pietro Quinto, nella sua veste di difensore della Provincia di Lecce, “è l’ulteriore affermazione del Tar concernente il verbale del 2011 con il quale si raggiunse l’intesa tra Regione e Provincia per il superamento del contenzioso con alcune modifiche progettuali.
Tale accordo, come ha stabilito il Tar, non è censurabile nel merito, in quanto con il verbale in questione “le Amministrazioni interessate hanno apportato solo alcuni interventi di mitigazione del progetto originario, prevedendo espressamente che la soluzione adottata (in termini riduttivi) mantenesse comunque fermo l’asse del progetto definitivo già approvato dal Cipe”. Dunque, non vi era la necessità di una ulteriore approvazione. “Il problema è che mentre si incrementano le sentenze e le carte dei ricorsi, i quali, da soli, potrebbero coprire il tracciato della 275, nessuna pietra è stata finora posta sul terreno – fa notare l’avvocato Pietro Quinto -. Mentre anche di recente e in modo non condivisibile, è stata invocata una scelta politica dell’Anas sulla 275. Con ciò dimenticando che il lungo tempo trascorso dalla fase di progettazione dell’opera ad oggi è stato determinato dalle macroscopiche illegittimità commesse dalla stazione appaltante e che le decisioni giurisdizionali non possono essere superate in termini politici”.

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