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Economia, Salento

SALENTO – ANCORA CRISI, NUOVO BOOM DELLA CASSA INTEGRAZIONE AD APRILE +73%

 

 Il segretario Uil Lecce Salvatore Giannetto lancia l’allarme: «Il dato rispetto a marzo scorso deve far riflettere. La copertura temporale di questo ammortizzatore diminuisce e si rischia un forte disagio occupazionale»

Continua la corsa della cassa integrazione in provincia di Lecce nel mese di aprile. Sono 586mila485 le ore complessivamente autorizzate dall’Inps alle aziende salentine, in aumento del 73,5 per cento rispetto alle 338mila073 ore registrate nel precedente mese di marzo. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto sulla cig elaborato dalla Uil – Servizio Politiche del lavoro.

A incidere sul preoccupante rialzo è la Cig straordinaria che passa da 71mila581 ore autorizzate a marzo alle 421mila368 di aprile, con un aumento percentuale del 488,7. In calo, invece, sia la Cig ordinaria (-37,8), sia la Cig in deroga che risulta azzerata.

Nei primi quattro mesi dell’anno, sono state già richieste complessivamente 1milione329mila761 ore, in lieve calo (-16 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2015.

Non possono non preoccupare – commenta il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto – i dati sulle richieste di cassa integrazione ad aprile: la crescita su marzo e, all’interno di essa, della cassa straordinaria, segnalano che è ancora perdurante un forte disagio del nostro sistema produttivo certificato, anche, dalla troppa leggera flessione rispetto allo stesso quadrimestre del 2015 (- 16 per cento).

Questo dato, tra l’altro, è condizionato al ribasso dal perdurante rallentamento delle autorizzazioni per la cassa ordinaria dovuto, principalmente, all’inammissibile ritardo (oltre 3 mesi) nell’emanazione del decreto che dovrà stabilire i criteri di concessione per la stessa cassa ordinaria. Se a questo aggiungiamo che il ridotto utilizzo della cassa in deroga è derivante principalmente dalla riduzione della durata (massimo 3 mesi) – osserva ancora il segretario Uil – risulta evidente come la “febbre della crisi” sia ancora alta e, soprattutto, come la graduale ma costante discesa della copertura temporale di questo ammortizzatore, derivante dalle novità introdotte dal Jobs Act, potrebbe produrre un forte disagio occupazionale. Una tale situazione dovrebbe allarmare le Istituzioni e il mondo politico e spingerli a reagire alla caduta libera della nostra economia affinché i lavoratori, i giovani e i cittadini possano riacquisire la fiducia persa”.

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