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Banche, Economia, Salento

SALENTO: DIMINUISCONO FILIALI DELLE BANCHE, AUMENTANO I DEPOSITI

A Tricase, depositi e prestiti quasi si equivalgono (173,8 milioni contro i 174,9 milioni).

 

LECCE – Diminuiscono le filiali delle banche per tagliarne i costi. Gli istituti di credito stanno «ridisegnando» la rete dei propri sportelli nel Salento, per effetto dei nuovi piani di razionalizzazione.

L’Osservatorio economico di Davide Stasi ha effettuato una «mappatura» delle succursali, Comune per Comune e anno per anno, a partire dal 1998, al fine di monitorarne l’evoluzione in provincia di Lecce. Dopo un trend di crescita che ha raggiunto l’apice nel primo trimestre 2009, quando le filiali in provincia di Lecce raggiunsero quota 270, si registra un’inversione di tendenza, a causa della minore presenza sul territorio dei grandi gruppi bancari. Gli sportelli, complessivamente, sono ora 235 e nel corso dell’anno scorso sono ne stati chiusi sei (erano 241 alla fine del 2016).

Si tratta dei punti operativi che svolgono, in tutto o in parte, l’attività bancaria a diretto contatto con il pubblico. Rientrano, dunque, tutte le succursali, ad eccezione di quelle in corso di liquidazione e degli uffici di rappresentanza.

In particolare, nella città capoluogo, si contano 54 filiali. Seguono Maglie (con 12 sportelli), Galatina (10), Gallipoli (9), Nardò (8), Casarano (7), Tricase (6), Campi salentina, Copertino, Leverano, Martano, Taurisano e Veglie (4). Mentre i grandi gruppi riducono il numero delle proprie agenzie, rimangono ben radicate le banche minori (popolari o di credito cooperativo) e rappresentano, ora, circa un terzo degli sportelli aperti in provincia.

«La necessità di tagliare i costi – spiega Davide Stasi – ha spinto molti istituti bancari a rivedere la propria rete di sportelli, ridimensionando la propria presenza nel Salento. Se prima un grande gruppo bancario mirava ad espandersi in maniera sempre più capillare, oggi deve affrontare piani di razionalizzazione che prevedono la soppressione di agenzie, la cessione di interi asset e l’esternalizzazione dei servizi di back-office, cioè di quel ramo di azienda che si occupa di produzione e gestione, affari generali e personale. Questo trend è ormai irreversibile, in considerazione anche dell’utilizzo sempre più frequente, da parte dei correntisti, delle nuove tecnologie (smartphone e tablet). Negli ultimi anni – sottolinea Stasi – si sono moltiplicati gli sportelli automatici (in inglese automated teller machine o ATM), per non parlare delle innumerevoli carte di credito e di debito (bancomat) oggi in circolazione».

L’indagine condotta da Stasi accende i riflettori anche sul totale dei depositi e su quello dei prestiti concessi alla clientela, sempre suddivisi Comune per Comune.

L’ammontare dei risparmi, dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017, è salito di 265 milioni di euro (da 5 miliardi 970 milioni a 6 miliardi 235 milioni), mentre gli impieghi, sempre nello stesso arco temporale, sono diminuiti di 167,9 milioni di euro (da 6 miliardi 859,7 milioni a 6 miliardi 691,8 milioni).

Più in dettaglio, nei 54 sportelli di Lecce, i risparmi ammontano a quasi due miliardi di euro (per la precisione, un miliardo 948,8 milioni), mentre i finanziamenti superano i due miliardi e mezzo di euro. Nelle dodici succursali di Maglie, i depositi arrivano a 293 milioni e mezzo di euro contro i 314,9 milioni di impieghi.

A Galatina i depositi ammontano a 293 milioni contro i 323 prestati; a Casarano, i risparmi si fermano a 197 milioni contro i 224 milioni prestati; a Gallipoli, i depositi ammontano a 193,4 milioni contro i 210,6 prestati; a Tricase, depositi e prestiti quasi si equivalgono (173,8 milioni contro i 174,9 milioni).

Negli altri principali Comuni, invece, l’ammontare dei soldi depositati supera quello dei soldi prestati. In dettaglio, a Campi salentina i depositi ammontano a 80,8 milioni contro i 56,1 prestati; a Copertino i depositi ammontano a 167,3 contro i 77,7 prestiti; a Galatone i depositi ammontano a 79,1 milioni contro i 48,9 prestati; a Leverano i depositi ammontano a 172,5 milioni contro i 94 prestati; a Martano i depositi ammontano a 84,1 milioni contro i 52,7 prestati; a Monteroni i depositi ammontano a 69,5 milioni contro i 34,2 prestati; a Nardò i depositi ammontano a 222 milioni contro i 202,3 prestati; a Otranto i depositi ammontano a 47,6 milioni contro i 45,8 prestati; a Poggiardo i depositi ammontano a 44,4 milioni contro i 37,8 prestati; a Squinzano i depositi ammontano a 65 milioni contro i 49,6 prestati; a Taurisano i depositi ammontano a 63,9 milioni contro i 53,4 prestati; a Taviano i depositi ammontano a 92,9 milioni contro i 78,9 prestati; a Trepuzzi i depositi ammontano a 53,3 milioni contro i 42 prestati; a Ugento i depositi ammontano a 60,6 milioni contro i 46,3 prestati; a Veglie i depositi ammontano a 87,3 milioni contro i 57,2 prestati.

Nei restanti Comuni della provincia di Lecce, i depositi ammontano a un miliardo 744,5 milioni contro un miliardo 945,2 milioni di finanziamenti.

Il totale dei depositi negli sportelli bancari, al netto del risparmio postale, ammonta a sei miliardi 235 milioni, mentre gli impieghi arrivano a sei miliardi 692 milioni, per una sorta di «sbilanciamento» di 457 milioni.

Se si considera, però, anche il risparmio postale, i depositi superano i 10 miliardi e mezzo di euro, «fermi» in conti correnti, libretti di risparmio o sotto forma di buoni fruttiferi.

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