Altri comuni, Politica

SALENTO – I SINDACI DEI PICCOLI COMUNI PROTESTANO DAVANTI ALLA PREFETTURA CONTRO L’ACCORPAMENTO OBBLIGATORIO

Sit in di “fasce tricolore” davanti alla Prefettura di Lecce e una lettera-referendum da far firmare a 48mila famiglie salentine per stoppare la rivoluzione dei piccoli comuni. La protesta dei sindaci contro la legge sugli accorpamenti obbligatori per i municipi con meno di 5mila abitanti parte dal Salento, si estende alla Puglia e punta a coinvolgere tutto il Paese. 

In occasione della Festa della Repubblica, il prossimo 2 giugno, i 39 primi cittadini della provincia di Lecce interessati ai processi di accorpamento delle funzioni daranno vita ad una protesta “silenziosa” davanti alla Prefettura dalle 11 alle 13.30. Obiettivo dell’iniziativa, che si realizzerà in contemporanea in tutte le province pugliesi, è quello di sollecitare il Governo a stoppare un processo ormai avviato da tempo che punta all’accorpamento delle funzioni e alla gestione tramite le Unioni dei Comuni per i paesi come meno di 5mila abitanti.

Dal 1° gennaio 2016, infatti, il Governo Renzi renderà obbligatorie le previsioni di una legge che risale al 2010, poi rafforzate attraverso la manovra di Spending Review del 2012. Le normative si pongono l’obiettivo del risparmio dei costi della pubblica amministrazione e impongono alle piccole realtà comunali di gestire in maniera associata la maggior parte delle funzioni. 

Per il Governo, in altre parole, i 1.120 piccoli municipi amministrati da altrettanti sindaci, 13.440 consiglieri comunali e 4.480 assessori sono troppi e pesano sulle casse dello stato per 1,7 miliardi di euro. Più piccoli sono i comuni, inoltre, più secondo lo Stato sale il costo della gestione.

 

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