Politica, Salute

SANITA’: LENZUOLA SPORCHE, DIVISE LAVATE A CASA E MEDICI IN MUTANDE?

Lenzuola sporche sulle ambulanze e sacco a pelo per far dormire nel turno di notte il medico di guardia. E’ la denuncia che arriva alla redazione di www.sanitasalento.net, da un operatore sanitario.

Andando ad approfondire però, la biancheria manca in quasi tutti i reparti del Vito Fazzi. Dall’ematologia riferiscono che le lenzuola arrivano quotidianamente sporche. Così nella chirurgia toracica, dove l’unico infermiere a disposizione, deve risparmiare quello che ha, e usa un lenzuolo come traversa per evitare che si macchi anche il resto della biancheria da letto da dover poi cambiare.

Non è solo un problema di mancato lavaggio, ma anche di reperimento. Ogni giorno capita in qualche ala degenza, di non poter dare al paziente che si deve ricoverare, le lenzuola. Un mese fa una bambina che doveva ricoverarsi in otorinolaringoiatra, si è trovata davanti, la rete col materasso, solo dopo una buona mezz’ora è tornata l’infermiera da un giro di corsie, con le lenzuola prestate, “a titolo di amicizia” ha riferito, dalla collega di ostetricia.

Si va avanti così facendosi cortesie tra un reparto e l’altro, come fosse un ospedale da terzo mondo. Fortunatamente il ricovero della piccola doveva essere breve, ma con malati gravi, dove è necessario cambiare spesso la biancheria, per eventuali perdite dalle flebo, dai cateteri, per sanguinamenti, il cambio diventa un problema serio, perché potrebbe determinare anche possibili infezioni ospedaliere.

Non sono soltanto le lenzuola ad essere merce rara, ma anche i cuscini, ancora più irrintracciabili, salvo poi scoprire che nell’ospedale di Scorrano, di cuscini non sanno che farsene, tanti ce ne sono. In alcuni reparti di Lecce invece, gli infermieri hanno imparato ad avvisare gli utenti programmati per il ricovero, a portarsi da casa il necessario: cuscino e coperta e magari anche lenzuola.

Oltre ai pazienti, si attrezzano da casa anche i medici, soprattutto chi deve fare il turno di notte e che ha pensato bene di portarsi il proprio sacco a pelo per evitare di trovarsi un letto con biancheria sporca o persino sprovvisto.

Il problema però non è solo il mancato lavaggio, ma anche la scarsità della biancheria, insufficiente proprio perché lo sporco non viene sostituito con il pulito in modo automatico e tempestivo. I medici non riescono a cambiarsi ogni giorno, a volte è necessario cambiarsi per più volte nella stessa giornata, proprio perché si presuppone che in un ospedale l’igiene debba essere massima. I più si arrangiano lavando le divise a casa e indossando un cambio acquistato di tasca propria. Non c’è uniformità e non sempre si riesce a distinguere chi è e cosa fa.

Ci sono medici che indossano tute amaranto, chi preferisce il vecchio camice bianco, chi ha casacca verde e pantalone bianco. Si indossa quello che si trova. Le infermiere poi si prestano le giacchine blu l’una con l’altra, chi fa il riposto cede la propria giacca alla collega che è di turno. Ci sono medici e primari che hanno fatto richiesta di più magliette bianche perché, specialmente d’estate, si suda maggiormente, ma neanche quelle si sono riuscite ad ottenere. E’ un caos generale che mette confusione anche tra gli utenti.

Il motivo di questo disordine, sarebbe secondo gli operatori sanitari il ritardo con cui l’Asl pagherebbe la ditta che non fornisce il servizio completo, disagi che poi si stanno facendo sentire più pesantemente negli ultimi tempi, per il passaggio di testimone dalla ditta che fornisce la biancheria, a quella subentrante. Sembra poi che proprio alcuni incaricati della nuova azienda che a breve prenderà l’appalto, siano andati tra i reparti ospedalieri a raccogliere taglie e misure per procurare le nuove divise al personale.

Hanno registrato il numero di scarpe, taglia della casacca, ma non quella del pantalone, che i medici andranno in mutande per far risparmiare l’Asl?

Fonte: www.sanitasalento.net

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