Salento, Salute

SANITA’ MALTRATTATA: A SCORRANO SI OPERA E SI PARTORISCE SENZA BANCA DEL SANGUE…DEVE ARRIVARE DA GALLIPOLI!

SALENTO – Un blocco operatorio senza banca del sangue, un punto nascita quello di Scorrano che rimane, in attività grazie alla sentenza del Tar  di Bari che boccia Gallipoli.  Le donne, dunque, potranno continuare a partorire, ma, è questa la riflessione di sanitàsalento.net, senza sicurezza, perchè il nosocomio è sprovvisto di una banca del sangue. Un paradosso? No è la realtà quotidiana dell’ospedale di Scorrano, dove giornalmente vengono effettuati interventi, senza una banca del sangue, che di solito in un nosocomio con sale operatorie, c’é. La riserva di sangue infatti è necessaria per il paziente sottoposto ad un intervento chirurgico, in caso di sanguinamento eccessivo, di complicanze, di emorragie o lacerazioni. Insomma, la banca del sangue serve, per operare un paziente in tutta sicurezza.

A Scorrano invece, da anni le autorità sanitarie che si sono susseguite, hanno permesso interventi chirurgici, con una sacca di sangue di tipo 0 negativo, il gruppo universale compatibile con tutti, da usare per le emergenze, una sola sacca in tutto l’ospedale. Gli interventi però, vengono di norma programmati, con una preventiva richiesta di sacche alla banca del sangue del nosocomio di Gallipoli. Parte così l’ambulanza da Scorrano con le provette del sangue del paziente, trasportate in una sorta di borsa termica con accumulatori di ghiaccio, perché il sangue va conservato ad una temperatura di circa 4 gradi e, soprattutto d’estate, con le alte temperature, rischia di rovinarsi.

Arrivato il mezzo di soccorso al Sacro Cuore, l’autista dell’ambulanza attende che l’ematologo effettui la compatibilità di sangue e trovi le sacche giuste da consegnare a Scorrano, che riceve di norma il sangue dopo almeno tre ore. Quando gli interventi sono programmati le difficoltà ovviamente si riducono, anche se usare un mezzo di soccorso per trasportare provette, resta uno spreco. Il problema serio, è l’urgenza o un’ improvvisa complicanza, l’imprevisto, il che in un ospedale capita spesso. Da tener presente anche, che a Scorrano si effettuano i parti cesarei per esempio, tante donne pronte a partorire, che possono essere vere e proprie bombe ad orologeria. Il più delle volte, va tutto bene, ma il parto può essere improvviso e il medico può aver bisogno di sangue, se l’operazione si complica e non si può tirare avanti una partoriente per tre ore, prima di avere una sacca a disposizione. Sono cose che accadono in Burundi. Si parla spesso di malasanità in questi casi, ma è onesto dire anche, che spesso i medici non sono nelle condizioni di lavorare in sicurezza del paziente che ignaro il più delle volte, rischia in prima persona. I medici invece rischiano le denunce. Anche semplicemente stabilizzare un degente che ha un’emoglobina troppo bassa, può diventare un’emergenza, se manca la riserva di sangue da iniettare per far alzare i valori, c’é il pericolo di dover usare la sacca per le urgenze quella universale del tipo 0 negativo, il che vuol dire che se arriva un’emergenza, l’ospedale resta senza riserva di sangue. Quello allora che possono fare i medici oltre a pregare, é di tirare il paziente con liquidi, aspettando che arrivi la sacca da Gallipoli,nel giro di qualche ora. Gli operatori che richiedono sacche devono fare i conti anche con i due autisti che fanno la spola, ai quali spiegare l’urgenza della domanda, la priorità che devono dare rispetto ad altre consegne che vengono effettuate. A volte sembra quasi un capriccio quello del medico che chiede sacche di sangue in tempi celeri. Nella maggior parte dei casi, la domanda fatta alle 9, trova risposta nel primo pomeriggio.

Ci sono medici bravi, gli interventi vanno bene, ma basta una sola emergenza, un’ischemia, una aorta rotta, per farci scappare il decesso e allora si parlerà di malasanità, non di incuranza delle autorità sanitarie. I direttori dell’Asl dovrebbero sapere in che situazione si trova l’ospedale di Scorrano, così come lo dovrebbe sapere il direttore del nosocomio. Nel momento in cui si lascia andare una persona sotto i ferri, sapendo che non è in totale sicurezza, si è responsabili del servizio sanitario offerto. Sapendo anche, che a Galatina dove non c’è la chirurgia, la banca del sangue c’é.

 

Fonte : Sanita’  Salento

1 Comment

  1. Nel 2005 vinse le elezioni facendo una campagna elettorale praticamente monotematica, tutta incentrata sulla Sanità.
    Dopo 10 anni, questo è il risultato.
    Facciamo un applauso così forte da far cadere le orecchie e pure la faccia agli Amministratori regionali.
    CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

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