Regione Puglia, Salute

SANITA’ – SEMPRE PIU’ I VIAGGI DELLA SPERANZA DEI SALENTINI PER CURASI FUORI DALLA PUGLIA.

Gli emigranti della sanità non accennano a diminuire nel Leccese e, anzi, sono stati in leggero aumento nell’ultimo anno: 11.601 ricoveri solo nel 2013, lo 0,4 per cento in più rispetto al 2012 e questo mentre contemporaneamente cala dello 0,5 per cento il numero dei salentini curati nel resto della regione. Come dire, meno Puglia, più Nord.

Emerge dai dati dell’offerta sanitaria in provincia di Lecce, report stilato dall’assessorato regionale alla Sanità.

La parabola discendente che aveva fatto ben sperare lo scorso anno, dunque, non si replica.Il tasso di mobilità passiva si era ridotto del 2,5 per cento e del 10,4 per cento quello di ricoveri negli ospedali delle altre province pugliesi.

Ulteriori diete non ce ne sono state. Quasi 9 salentini su 100, per curarsi, vanno fuori. Dove? Le destinazioni sono l’altrove di sempre: il 23 per cento in Lombardia con oltre 2.600 ricoveri, il 22 per cento in Emilia Romagna, il 13 per cento nel Lazio, il 9 in Toscana e il 7 in Veneto. Poi, la nota più dolente: a dover fare le valige per avere cure appropriate sono stati molti piccoli: 688 ricoveri, pari al 6 per cento, solo nell’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

Il paradosso? Si va fuori, oltre che per prestazioni oncologiche, soprattutto per interventi legati alle articolazioni, nonostante qui ci siano ben sei reparti di Ortopedia, uno per ogni ospedale: è la certificazione di un sistema sanitario pensato male, con unità operative ovunque ma senza eccellenza, che, appunto, si cerca da un’altra parte.

Nella classifica delle mobilità passiva extraregionale spiccano gli interventi sul piede e sul ginocchio senza diagnosi principale di infezione; segue al terzo posto la chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia acuta e poi, di nuovo, la sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori e altre diagnosi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo.
Tantissimi, ben 255, gli interventi su utero e annessi non per neoplasie maligne e poi la radioterapia, i tumori maligni a fegato e pancreas, fino ai 96 ricoveri per psicosi. Un lungo elenco di ciò che si cerca al centro-nord e da cui ripartire per rimodellare l’offerta sanitaria, ora che si è alle prese con il nuovo piano di riordino.

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