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UNA SILICON VALLEY SALENTINA!

di Rocco Margiotta

Perché non desiderare una Silicon Valley Salentina?
Perché non credere alla possibilità che anche nel Salento si potrebbe creare una vasta struttura come quella della Contea di Santa Clara in California, dove si concentrano i “fabbricanti di semiconduttori e di microchip come polo attrattore per l’insediamento successivo di aziende di computer e di produttori di software e fornitori di servizi di rete”.

Perché mai il silicio può essere sfruttato solo dalle grandi aziende americane ed asiatiche?

Sogno un sud del sud Salento in grado di poter imitare la Contea di Santa Clara.
Sogno un Salento che venga gestito da amministratori capaci di attrarre capitali per la costituzione di una distesa di aziende che vanno da Tricase sino a S. Maria di Leuca.

Vanno compiuti tutti gli sforzi; gli amministratori dovrebbero essere in grado di perforare il muro dell’indifferenza che veleggia sul nostro sud del sud Salento.
Non abbiamo più bisogno della politica truffaldina, non abbiamo bisogno di essere alla mercé della nostra classe politica che non ci rappresenta più.

I nostri fingono di rappresentare il territorio, ma se ne fregano del territorio e del popolo che abita il territorio.
Non vogliamo che arrivino qui i liberatori di qualsiasi colore e schieramento politico per fingere di promettere la nostra salvezza.
Non vogliamo essere salvati né dai nostri, né dai salvatori extra territoriali!
Vogliamo liberarci da soli: il popolo di donne, di uomini e i rappresentanti del territorio-territorio.

Mi diranno che sono un esaltato, lo sono, proprio per questo mi considero un
I capitali vanno cercati: l’unione europea, lo Stato, le grandi aziende, la finanza dovrebbero essere “costretta” a concentrare i loro sforzi, dovrebbero essere convinti che ne vale la pena, investire e lanciare questa idea folle e tentare di realizzarla.
Perché sorridere?

Le menti ci sono. I giovani vanno all’estero o al nord Italia, mentre potrebbero rimanere qui.

Inutile sperare nel rilancio dell’agricoltura, nella destagionalizzazione del turismo, nella nostra cucina, nelle nostre pietre, nei nostri monjumenti; non sono più attività che possono invertire la tendenza.
Non è sufficiente il rinnovo dell’agricoltura, cambiare metodo di coltivazione, non basta l’agricoltura ecologica, non basta il turismo estivo, i nostri monumenti.
Ci mancava la xilella!

Un grande sforzo sarebbe possibile se si concentrassero le forze per progettare un grande futuro.
Sono necessari i cervelli, sono necessari i capitali, sono necessari i mercati; tutto questo credo che sarebbe possibile ottenerlo con accorte politiche di investimento, dopo che si siano assicurati i capitali iniziali.

I progettisti, gli analisti, gli ingegneri dei materiali, i chimici, i fisici ci sono.
Si deve solo sognare, sperando che l’idea della produzione e del mercato dell’elettronica si possa spostare anche nel nostro Salento.
Sono idee di un sognatore, sono punzecchiature rivolte ai nostri amministratori che ancora si battono per il proprio campanile, per dimostrare che il proprio è più alto di quello del vicino.

Basta con questa politica miope, politica per conservare il proprio orticello, non si va avanti coltivando il proprio orticello, non si respira più; siamo asfittici, egoisti, singoli, invidiosi, estranei alla cooperazione, alle attività consortili.
Bisogna uscire fuori da questa politica di cabotaggio.
Il tentativo si può fare.

I nostri non pensino solo al proprio appannaggio, non pensino solo alla propria carriera amministrativa o politica, non siano egoisti, non pensino solo a coltivare il proprio orticello; uscite allo scoperto, lavorate in equipe senza invidie, senza sgambetti, senza timore l’uno dell’altro.

Non possiedo le competenze tecniche per scrivere come fare, ci saranno le persone competenti che lo potranno fare.
Solo in questo modo, forse, si farebbe decollare il sud del sud Salento.
Ripeto sono idee folli di un uomo folle?
Un disegno ingenuo, forse!
E’ solo un’idea, ci possono esserne altre.
Tentiamo di realizzare un’idea folle qualche volta, abbandoniamo le piccinerie da mercato delle pulci.
Proprio dalla follia iniziò Einstein!
“La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”!

 

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