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IL SINDACO CHIURI: “SULLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI NON SI PENALIZZI IL SUD SALENTO”

"Il Capo di Leuca non venga ancora una volta penalizzato da scelte senza logica sulla ZES (Zona Economica Speciale).

TRICASE – Il Capo di Leuca non venga ancora una volta penalizzato da scelte senza logica sulla ZES (Zona Economica Speciale), si valutino le potenzialita’ del territorio tutto e non si facciano accordi sottobanco, “in caso contrario siamo pronti a dare battaglia”.

Esordisce così il Sindaco di Tricase Carlo Chiuri all’indomani della notizia sulla prima ipotesi al vaglio del gruppo ristretto provinciale sulle Zone Economiche Speciali che starebbe puntando sullo sviluppo di agroalimentare, metalmeccanico e tessile da disporre su due piattaforme logistiche individuate a Lecce-Surbo e Nardo’-Casarano-Matino con il recupero dello scalo ferroviario di Melissano.

Questa proposta, anticipata ieri da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, fa parte di un report messo a disposizione da parte di Confindustria al gruppo provinciale che si riunirà entro fine anno per discuterla insieme  a Universitaà del Salento, Camera di Commercio e altri enti coinvolti. Proposta che ha sollevato non pochi malumori tra chi rischia di rimanere escluso dalla eventuale area di fiscalità di vantaggio.

“Il territorio del Capo di Leuca e’ stanco di vedersi sempre estromesso da queste dinamiche – continua Carlo Chiuri – ci dicano in modo chiaro ed inequivocabile se sulle Zone Economiche Speciali è stato gia’ tutto deciso così come sospetto da quando ho partecipato al tavolo in Provincia, e ci dicano in quale ruolo marginale dovrà ancora trovarsi per il futuro questa area periferica del Sud Salento ancora ricchissima di potenzialità”. 

“Voglio ricordare ai componenti del gruppo ristretto provinciale – prosegue Chiuri –  che il vero Tac (Tessile Abbigliamento Calzaturiero) si trova tra Tricase e Casarano e non a Nardò e noi dobbiamo potenziare la Zona Industriale di Tricase – Specchia – Miggiano. Qui da noi ci sono aziende che stanno lottando come leonesse per mantenere il mercato nonostante i grossissimi gap infrastrutturali con cui sono costrette a fare i conti tutti i giorni”.

“Nella nostra Zona Industriale ci sono punti dove mancano l’energia elettricas, la banda larga e il gas, mentre abbiamo delle eccellenze che esportano in tutto il mondo, dalla gastronomia a servizio di buona parte degli autogrill italiani alla meccanica di precisione per gli stati esteri, solo per fare alcuni esempi”. 

Fonte notizia: Mauro Ciardo -La Gazzetta del Mezzogiorno  –

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