Attualità, Specchia

SPECCHIA, DOPO 61 ANNI CHIUDE “MESCIU DUNATU” STORICO BARBIERE DEL PAESE

SPECCHIA – Dopo ben 61 anni chiude la più vecchia attività del paese sita in Piazza del Popolo “quel piccolo salone inglobato e incastonato ai piedi della torre del castello Risolo”. (cita Santino Giangreco in un post di ringraziamento su fb).

Si tratta del salone di Donato Scarcia meglio conosciuto da tutti come “Mesciu Dunatu barbieri”

“Era il 1958 – racconta il maestro – quando il mio amico Salvatore Arghirò, che era parrucchiere mi chiese se potevo fargli il favore di tenere aperto il salone suo e l’ho tenuto per nove mesi, da allora non ho più smesso.”

A 77 anni a causa delle restrizioni imposte dal Covid-19 ha deciso a malincuore e di certo non per sua volontà, di deporre i suoi amatissimi attrezzi da lavoro. “Le nuove disposizioni anticontagio – continua Mesciu Dunatu – non fanno per me, basta così. Per me e’ praticamente impossibile seguirle, ho i miei schemi.”

 

“Informo la mia gentile clientela a malincuore, essendo un soggetto a rischio, a causa del Coronavirus sono costretto al mio amato lavoro che mi ha accompagnato e sostenuto dalla mia giovane eta’ fino ad oggi. Ringrazio tutti di cuore per quanto affetto mi avete sempre dimostrato in questi tanti anni di attività”. 

Punto di riferimento del paese “Mesciu Dunatu”, tra un taglio di capelli, uno shampo e una barba accogliendo tutti con il sorriso, sempre pronto ad ascoltare e discutere dei fatti e dei problemi del paese. Fatti di vita quotidiana, sociale,storia politica, storia sportiva locale, storie di uomini, donne e coloriti e piccanti intrighi sentimentali.

Immancabile durante l’attesa la lettura del “Quotidiano di Lecce”, oggi “Quotidiano di Puglia” che a turno tutti gli avventori si passavano.  Donato ha collezionato il giornale per ben 40 anni e ha deciso di donare tutte le copie alla bibliotecca comunale di Specchia. 

Con orgoglio rivendica il fatto di aver insegnato a tutti i barbieri di Specchia l’arte del taglio e della barba “sono tutti discepoli miei”.

Chi scrive è nato e cresciuto in quel posto a suo modo “magico”, dove c’era una nobile Contessa  ancora in vita, accompagnata dalla fedele domestica nel suo castello ed è stato cliente per tantissimi anni di Donato, prima che la vita mi portasse a Tricase.

Il salone de Mesciu Dunatu era l’ultimo baluardo di una serie di attività storiche che hanno caratterizzato nel tempo la storia del paese. Grazie Mesciu Dunatu, lunga vita e buona salute. 

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