Cultura

SPECCHIA: GLI SCAVI ARCHEOLOGICI PORTANO ALLA LUCE UN’ALTRA SPECCHIA.

Scavi archeologici a Specchia: la terra restituisce pugnale, quattro tombe e otto scheletri

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SPECCHIA – Ora ha un motivo in più per risplendere tra i borghi più belli d’Italia. Gli scavi archeologici, nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca Bis”, hanno riportato in luce “un’altra” Specchia. Quella fatta di reperti e tombe, emerse durante le indagini condotte dalla fine del mese di luglio fino a settembre, nelle quali sono state analizzate quattro delle sepolture presenti in località “Verardo”, nei pressi del Parco “Falcone- Borsellino”.  L’area, quando l’amministrazione comunale reperirà i fondi, sarà “musealizzata”, per poi procedere con i lavori di scavo, fino ad ora diretti dall’archeologo Alessandro Rizzo.
Si tratta di tombe “a fossa”, praticate direttamente nel banco di roccia affiorante, orientate da est a ovest,



tipiche dei canoni standard delle sepolture medievali.   Delle quattro sepolture, le prime tre sono risultate violate in età moderna. L’attività di scavo clandestino ha determinato un completo svuotamento del riempimento originario, raggiungendo il fondo delle fosse e cancellandone così ogni valenza storico-culturale. Queste sono poi state ricolmate con lo stesso terreno che le  riempiva, mescolando ad esso residui di materiali

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riempiva, mescolando ad esso residui di materiali moderni.

Nonostante quello scempio sia stato condotto con particolare accanimento, lo scavo archeologico ha permesso di recuperare da una di queste fosse un’armilla (bracciale) in bronzo, fusa in unico pezzo con decorazione a rilievi Il manufatto, per quanto ormai decontestualizzato, risulta particolarmente importante, permettendo di documentare la raffinata cultura materiale propria di questo insediamento. L’oggetto, inoltre, potrebbe permettere di correggere la datazione dell’insediamento di numerosi secoli, portando la stima della cronologia dell’occupazione dell’area fino alle soglie dell’età tardo imperiale romana.
Oggetti simili sono infatti stati rinvenuti in contesti databili tra l’età tardo antica ed alto medievale. Se questa datazione fosse confermata, questo contribuirebbe certo ad accrescere smisuratamente l’importanza scientifica dell’area, risultando così tra i pochissimi insediamenti altomedievali riconosciuti ed indagati di tutto il Salento. La quarta tomba ha restituito sorprese anche maggiori: si tratta di una sepoltura multipla, con ben otto individui, oltre ad una quantità considerevole di ossa relative a precedenti sepolture.
Scavi archeologici a Specchia: la terra restituisce pugnale, quattro tombe e otto scheletri
La posizione reciproca degli individui lascia supporre che la morte sia sopraggiunta a poca distanza l’uno dall’altro, quando ancora non si era completato il processo di decomposizione dell’individuo precedentemente tumulato, Le sepolture sono risultate prive di qualsiasi oggetto di corredo, ma è stato almeno possibile recuperare due oggetti particolarmente interessanti sotto al profilo dello studio delle pratiche funerarie.
Scavi archeologici a Specchia: la terra restituisce pugnale, quattro tombe e otto scheletri
In particolare un chiodo in ferro, posizionato all’altezza della zona toracica di uno degli individui sepolti, potrebbe far ipotizzare la pratica di un qualche rituale sacro. Il secondo oggetto è costituito dalla lama in ferro di un pugnale, posizionato sotto all’avambraccio sinistro di un individuo giovane e probabilmente assicurato alla cintura che questo aveva stretto in vita. Anche quest’ultimo rinvenimento potrebbe essere compatibile con una datazione particolarmente alta dell’insediamento. In questa direzione sembrerebbero andare anche i pochi resti in terracotta rinvenuti nel terreno della tomba. Tra questi, alcuni riconoscibili, sono riconducibili a ceramica da fuoco bizantina.

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