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Cronaca, Politica, Trasporti

Strage Treni – Perche’ Del Rio non rispose all’interrogazione del 12 giugno 2013 di D’Ambrosio (M5S) su Ferrovie nord Barese

La politica virtuosa non è passerella o proclami altisonanti, ma risoluzione dei problemi in favore del bene comune. (Gianni Lannes).

Ecco l’interrogazione a risposta scritta 4/00836 presentata da D’Ambrosio Giuseppe (Movimento 5 stelle) in data il 12 giugno 2013, risalente quindi a ben tre anni fa. 

Interrogazione che oggi sa di beffa alla quale proprio il Ministro Del Rio, non ha ritenuto opportuno rispondere. Lo stesso Ministro Del Rio che ha inviato gli ispettori per capire le cause dell’incidente e che puo’ tranquillamente chiedere a quegli ispettori di controllare il suo di operato e magari avere un sussulto di dignita’ e DIMETTERSI!!!

Eccola nella sua interezza:

“Per sapere – premesso che: il grande progetto delle Ferrovie del nord barese è una infrastruttura che permetterà la prima interconnessione delle reti ferroviarie e che inciderà in modo strategico sul sistema della mobilità della regione Puglia.

L’importo del finanziamento è di 180 milioni di euro del programma operativo F.E. S.R. Puglia 2007-2013, il soggetto attuatore è la Ferrotramviaria spa; oggetto dell’intervento sono: il raddoppio per 13 chilometri del binario sulla tratta Corato-Barletta; l’interramento della ferrovia nell’abitato di Andria per 2,9 chilometri, di cui una zona di circa 460 metri in galleria, con tre nuove fermate; la realizzazione di parcheggi di scambio intermondiali dislocati in prossimità di 11 stazioni-fermate ferroviarie che offriranno circa 2.000 posti auto; l’eliminazione di 13 passaggi a livello sono l’interconnessione con la Rete ferroviaria italiana nelle stazioni di Bari centrale e Barletta.

Sette i comuni interessati direttamente dall’intervento: Barletta, Andria, Corato, Ruvo, Terlizzi, Bitonto e Bari; il nodo di scambio di Barletta fra Ferrotramviaria ed Rfi darà accesso, non solo ai residenti nei, comuni serviti dalle Ferrovie del Nord ma anche a tutta l’area della Capitanata, al collegamento ferroviario con l’aeroporto di Bari.

Sono previste ricadute importanti anche sul capoluogo regionale attraverso la realizzazione della prima interoperabilità funzionale nel nodo ferroviario di Bari della linea adriatica con le linee regionali. I treni della Ferrotramviaria provenienti dall’aeroporto arriveranno, infatti, direttamente al quinto binario del piazzale ovest della stazione delle Ferrovie dello Stato; dal punto di vista amministrativo, dopo l’approvazione del Consiglio regionale dei lavori pubblici e degli uffici dell’assessorato all’ambiente per la valutazione di impatto ambientale, e dopo i restanti adempimenti presso la Commissione europea per gli ultimi aspetti di valenza economica, potranno partire le procedure di appalto.

La cantierizzazione dei lavori dovrà essere attuata quanto prima, poiché il collaudo, per problematiche connesse al finanziamento, dovrà essere effettuato entro il 2015–: se si intenda verificare che non vi siano motivi ostativi, anche in sede europea, alla cantierizzazione dei lavori; se si intenda porre in essere ogni opportuna iniziativa, per quanto di competenza per agevolare la realizzazione di questa strategica infrastruttura ferroviaria non solo per il nord-barese, ma anche per la regione Puglia”.

Ora questa interrogazione rimane un pugno nello stomaco e fa comprende l’arretratezza di un sistema farraginoso che colpisce i suoi figli, gente innocente che non ha potere di scelta, se non quella di affidarsi solo alla fortuna.

Nella tratta dove è avvenuto lo scontro frontale dei convogli, non era operativo il Sistema controllo marcia treno (Scmt), un dispositivo che controlla se i macchinisti rispettano i semafori, le procedure corrette e i limiti di velocità. Se c’è qualcosa che non va, il Scmt invia un segnale al macchinista, e se il problema non viene risolto interviene automaticamente arerstando il treno.

Il sistema è presente su quasi 12 mila chilometri della rete ferroviaria italiana, ma non è il solo: esistono altri dispositivi simili, come il Sistema Supporto Condotta (SSC), e in totale tutta la rete Rfi è coperta da un qualche tipo di sistema automatico di sicurezza. Sulla tratta dell’incidente, invece, non erano presenti questi sistemi. Il Scmt era installato sui treni, ma non funzionava perché non poteva dialogare con i binari della tratta di Ferrotramviaria, che sono troppo vecchi.

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