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Cronaca, Politica, Salento

SUD SALENTO – BANDO RIFIUTI DA 33 MILIONI, ORA IL PREFETTO VUOLE VEDERCI CHIARO.

di Marilu’ Mastrogiovanni

INCHIESTA RIFIUTI SPA. Il Prefetto di Lecce Claudio Palomba vuole vederci chiaro sul bando da 33 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti dell’Aro9, e scrive una nota ai sette Comuni che fanno parte dell’ “Ambito di raccolta ottimale” (Casarano, Parabita, Matino, Ruffano, Specchia, Miggiano, Montesano, Ruffano). Chiede, il Prefetto, di fornire “ogni elemento utile di chiarificazione in ordine all’azione amministrativa intrapresa” in considerazione alle procedure richiamate e ai pareri tecnici espressi da parte del gruppo di progettazione (cioè il consorzio Conai, che ha redatto il progetto gratuitamente) e da parte del responsabile unico del procedimento (Pino Petruzzi).

Per capire bene i risvolti di questa vicenda, come sempre, bisogna studiare e leggersi le carte, perché il malaffare è spesso tra le pieghe di verbali e atti pubblici sempre apparentemente insignificanti.

Il bando, indetto regolarmente dal rup Pino Petruzzi, su preciso mandato dell’Assemblea dei sindaci, è stato poi bloccato da tre dei sette sindaci dell’Aro9, sotto la responsabilità del nuovo presidente dell’Aro, Gianni Stefàno sindaco di Casarano.

Un ritardo di diversi mesi che di fatto, ha in questo momento come unico risultato quello di agevolare l’attuale gestore del servizio di raccolta rifiuti, che per i tre Comuni che hanno bloccato il bando è lo stesso, Igeco.

Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano hanno infatti diffidato Pino Petruzzi dal procedere nell’iter e dall’aprire le buste delle offerte pervenute, con motivazioni che erano già state respinte non solo da Petruzzi ma anche dalla Regione Puglia e dall’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione), che avevano illustrato, su richiesta dello stesso Petruzzi, il corretto modus operandi (CLICCA QUI).

Corretto modus operandi che Gianni Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano hanno inteso ignorare, adducendo come motivazione della richiesta di annullamento del bando, i presunti alti costi che un bando del genere (cioè fatto in base alle leggi) avrebbe comportato alle casse comunali. E per motivare il loro diniego, si sono avvalsi della “consulenza” di tal …continua a leggere su www.marilumastrogiovanni.it

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