La fase post-Covid19 sarà particolarmente difficile da affrontare dal punto di vista economico e sociale, per questo è necessario introdurre nel sistema misure per dare sostegno ai settori colpiti dall’emergenza sanitaria, puntando soprattutto su interventi in grado di favorire una svolta green della nostra economia e di affrontare i cambiamenti climatici.

Gli interventi in materia di ristrutturazione energetica ed antisismica, intervenendo nell’ambito di un settore trainante come quello dell’edilizia, hanno un effetto moltiplicatore in termini economici e ambientali.

Introdurre misure incentivanti nel settore energetico permette di realizzare modelli sostenibili e innovativi di produzione e consumo dell’energia per garantire non solo risparmi economici per i privati cittadini che vogliono rendere più efficienti e sicure le loro abitazioni, ma anche vantaggi in termini di sviluppo economico e ambientale.

Investire nell’efficienza energetica ha importanti ricadute occupazionali superiori a tutti gli altri settori a parità di fondi stanziati.

Il meccanismo alla base del Superbonus prevede la possibilità per i cittadini di effettuare a costo zero i lavori di efficientemente energetico e adeguamento antisismico. Viene, infatti, incrementata al 110% l’aliquota di detrazione fiscale spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, per le spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La detrazione delle spese avverrà nei 5 anni successivi alla realizzazione degli interventi in 5 ratedi pari importo.

Per finanziare la misura è previsto un enorme investimento pubblico, sarà lo Stato a pagare gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza delle nostre case per favorire la transizione energetica.

COME FUNZIONA ILSUPERBONUS AL 110%

Chi esegue specifici lavori di ristrutturazione energetica o antisismica presso la propria abitazione avrà la possibilità di:

-detrarre dalle proprie tasse, nei 5 anni successivi, una cifra maggiore del 10% dei costi sostenuti per realizzare i lavori (detrazione pari al 110% della somma spesa). Ottenendo così anche un guadagno;

-ottenere un contributo dello stesso ammontare della detrazione, sotto forma di sconto in fattura sul corrispettivo dovuto anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

-trasformare l’importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

In questo modo si crea un meccanismo virtuoso a beneficio di tutti: i cittadini effettuano i lavori senza esborso economico, le aziende aumentano il loro volume d’affari, le banche accettando il credito di imposta otterranno un margine di interesse. È come se fosse stata introdotta una sorta di moneta complementare fiscale

Per ottenere l’ecobonus al 110% bisogna realizzare almeno uno dei seguenti maxi-interventi:

-coibentazione dell’involucro dell’edificio (cappotto termico) interessando una superficie maggiore del 25% della superficie esterna, fino ad un massimo di 60 mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio;

-per i condomini, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti ad elevata efficienza: caldaia a condensazione (classe A), pompa di calore (inclusi impianti ibridi e geotermici), microgeneratore, fino ad un massimo di 30 mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio;

-per singole unità immobiliari, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti ad elevata efficienza : pompa di calore (inclusi impianti ibridi e geotermici), microgeneratore, fino ad un massimo di 30 mila euro.

Gli interventi di coibentazione e di sostituzione degli impianti di climatizzazione sono cumulabili.

La detrazione al 110% si applica anche a tutti i seguenti interventi se eseguiti congiuntamente ad almeno uno dei precedenti maxi-interventi:

-tutti i lavori previsti dal precedente ecobonus (sostituzione serramenti e infissi, schermature solari, collettori solari, caldaie a biomassa), entro i limiti di spesa previsti per ciascun intervento;

– installazione di impianti solari fotovoltaici, fino ad un massimo di 48.000 euro e nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kWp dell’impianto in caso di efficientamento energetico. In caso di interventi di ristrutturazione con trasformazione edilizia, nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica il limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 kWp. La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici realizzati con il superbonus, fino ad un massimo di 48.000 euro e nel limite di pesa di 1.000 euro/kWp. La detrazione è subordinata alla cessione al GSE dell’energia autoprodotta e non consumata. La detrazione al 110% per l’istallazione di impianti solari fotovoltaici è riconosciuta anche nel caso venga eseguita congiuntamente agli interventi di ristrutturazione sismica (ad eccezione di quelli realizzati in zona sismica 4);

-installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

L’obiettivo è aumentare concretamente il livello qualitativo del patrimonio edilizio dal punto di vista energetico per questo tutti i lavori previsti nel precedente ecobonus, con l’aggiunta del fotovoltaico, degli accumulatori e delle colonnine di ricarica per le auto elettriche sono contemplati nel Superecobonus e quindi detratti al 110%, a condizione che vengano effettuati congiuntamente agli interventi di coibentazione dell’edificio e/o di installazione di impianti termici ad elevata efficienza per rendere l’edificio energeticamente efficiente nel suo complesso.

Tutti gli interventi, nel loro complesso, dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi di prestazione energetica dell’edificio (o comunque il miglioramento del rendimento energetico di una classe se questo è il massimo possibile), da dimostrare mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Il fine è quello di incentivare i cittadini a realizzare interventi integrati per aumentare concretamente il livello di efficienza energetica dell’abitazione.

Ad esempio, chi ha intenzione di sostituire solo gli infissi, grazie alla possibilità offerta di eseguire interventi a costo zero, sarà incentivato a cambiare anche la caldaia. Per questo il superbonus si applica a cominciare dalla realizzazione di due interventi principali, il rifacimento del cappotto termico e/o la sostituzione della caldaia, ai quali possono essere abbinati tutti gli altri interventi.

La detrazione fiscale al 110% è prevista anche per l’esecuzione degli interventi previsti dal sismabonus attualmente vigente per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Nel caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio eventi calamitosi la detrazione spetta nella misura del 90%.

Il vecchio sismabonus prevede aliquote variabili a seconda se i lavori apportino il miglioramento di una o di due classi sismiche. Con il superbonus l’aliquota viene unificata e portata al 110%. Il superbonus per la ristrutturazione antisismica si applica, come già previsto, agli immobili residenziali e non, prima e seconda casa. Sono, però, esclusi dal superbonus gli immobili in fascia sismica 4, quella dei comuni dove il rischio di terremoto è scarso o nullo.

La detrazione fiscale al 110% si applica agli interventi effettuati:

-dai condomini;

-sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni;

-dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

-dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Sono esclusi dal superbonus le unità unifamiliari che non siano abitazione principale (le cd. seconde case).

Hanno, invece, accesso all’agevolazione le seconde case in condominio.

È probabile che sarà realizzata un’unica piattaforma gestita da ENEA e Agenzia delle Entrate per agevolare al massimo le procedure. L’iter nel dettaglio sarà definito dai decreti attuativi, di prossima emanazione.

Chi sceglie la cessione del credito o lo sconto sul corrispettivo dovuto, deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. I dati relativi alla scelta tra le due forme di trasformazione della detrazione (sconto in fattura o cessione del credito) sono comunicati esclusivamente in via telematica secondo un procedimento che sarà definito dall’Agenzia delle Entrate (entro 30 gg dall’entrata in vigore del Decreto).

Per evitare che le aziende gonfino le fatture in considerazione del fatto che chi accede al beneficio potrebbe non pagare nulla, e quindi per scongiurare il rischio di abusi, è prevista la presentazione di una asseverazione predisposta da tecnici abilitati e professionisti che garantisca la corretta esecuzione degli interventi e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Per gli interventi di ristrutturazione energetica, una copia dell’asseverazione redatta da un tecnico abilitato deve essere trasmessa all’ENEA. Con decreto del MISE da emanare entro 30 gg dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto saranno definite le modalità di trasmissione.

Antonio TREVISI

Per ulteriori informazioni:

Consigliere regionale e facilitatore nazionale M5S Energia e Ambiente. Promotore delle leggi sul reddito energetico, comunità dell’energia, moneta complementare, car sharing, economia circolare e cambiamenti climatici.

Tel. 392-2621046  Email: trevisi.antonio@consiglio.puglia.it