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Acquedotto Pugliese, Consumatori, Economia, Puglia, Salento

TAGLIO ACQUA CASE POPOLARI: “I CONTATORI DI SOTTRAZIONE NON RISOLVERANNO PROBLEMA”

«Le installazioni dei contatori di sottrazione elettronici non saranno affatto risolutive dell’annosa questione dei distacchi di acqua negli alloggi popolari»

«Le installazioni dei contatori di sottrazione elettronici, per singola utenza familiare, non saranno affatto risolutive dell’annosa questione dei distacchi di acqua negli alloggi popolari». Ne è convinto l’avvocato Carlo Mignone, presidente dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci), della provincia di Lecce.

Secondo l’avvocato, «il fermento da campagna elettorale sta portando a conclusioni affrettate e non sortirebbe gli effetti sperati. Non si tiene conto, infatti, che la sospensione delle forniture idriche non rappresenta l’unico vero problema nelle autogestioni delle palazzine di proprietà dell’Arca Sud Salento, ma è solo una delle più eclatanti conseguenze della mancata applicazione della legge regionale 10/2014 che ha già provocato e continuerà a determinare una lunga e preoccupante serie di disservizi, a scapito degli inquilini assegnatari».

Eppure, aggiunge il presidente di Anaci, «leggendo le dichiarazioni di alcuni rappresentanti istituzionali sembrerebbe già trovata, a favore delle autogestioni, una soluzione definitiva che solo adesso, dopo “appena” cinque anni, appare condivisa dagli schieramenti politici. Ritengo, però, che non si siano state ancora ben comprese tutte quelle problematiche che interessano le autogestioni.

Non posso nemmeno affermare – prosegue – che le forze politiche abbiano rappresentato un valido, proficuo e continuo sostegno alle nostre iniziative, volte a rappresentare all’opinione pubblica il pericolo per l’integrità sociale e morale dell’intera comunità salentina, a causa dei continui tagli dell’acqua e delle utenze elettriche, nonché della mancata manutenzione negli stabili condominiali.

Troppo spesso – sottolinea Mignone – si è fatta solo strumentalizzazione politica, sfruttando la visibilità ottenuta grazie ai giornali e alle emittenti locali, per “dichiarare battaglia” contro la Regione, l’Acquedotto pugliese e l’Arca sud Salento, perché quest’ultima, in particolare, avrebbe continuato a non voler rispettare la legge regionale in materia».

L’avvocato ritiene «paradossale l’indignazione dimostrata, in ugual misura dagli schieramenti politici, quando questi ultimi hanno appreso della truffa, perpetrata in danno degli inquilini, relativa alla transazione tra l’ex Iacp e l’Aqp, attraverso la quale milioni di crediti, divenuti inesigibili a causa della fallimentare gestione dell’Istituto autonomo case popolari, sono stati riversati per il tramite delle bollette in capo a quelle povere famiglie assegnatarie che adesso, finalmente e giustamente, andate a trovare addirittura fin sotto casa.

Chiedo adesso ai nostri rappresentanti – prosegue il presidente – di spiegare ai nostri concittadini che risiedono in periferia la ragione per la quale non viene applicata la legge regionale e a cosa potranno servire questi contatori di sottrazione che avete, di comune accordo, individuato come risoluzione ai problemi che da tempo gli amministratori denunciano. Ma soprattutto – si domanda – a carico di chi saranno i costi per l’acquisto e relativa installazione dei contatori interni che dovrebbero permettere all’amministratore di interrompere l’erogazione di acqua a chi non paga?

Per giunta, nel caso in cui l’acqua venga tagliata ad una o più famiglie realmente impossibilitate a pagare e l’amministratore non dovesse incassare il denaro necessario per saldare la bolletta, l’Acquedotto provvederà comunque al distacco della fornitura all’intera autogestione. Se questo dovesse accadere anche per gli altri servizi altrettanto indispensabili – conclude Mignone – non rimane altro che dichiarare quegli immobili inabitabili e da sgomberare».

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