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TAP – NIENTE PAURA CI PENSA SCILIPOTI A DIFENDERE IL SALENTO……

LECCE – Mentre a Lecce la Procura della Repubblica ha avviato un’indagine su presunte speculazioni relativi ai terreni del tracciato, il caso Tap sbarca all’Assemblea parlamentare della Nato che si si sta svolgendo in questi giorni a L’Aja e nel corso della quale è stato eletto vicepresidente del Comitato Energia e Sicurezza ambientale.

Il senatore siciliano, Domenico Scilipoti, si è schierato con i sindaci salentini. Ed ha ammonito il premier Matteo Renzi: «Ascolti i sindaci del Salento», in occasione della discussione della relazione sul corridoio energetico meridionale in merito all’infrastruttura che porterà il gas azero dall’Asia minore all’Italia e che avrà come sbocco finale proprio la Puglia.
«La Tap – ha aggiunto Scilipoti- che attraverserà il Mediterraneo toccando Turchia, Grecia e Albania, potrà assicurare la sicurezza energetica all’Italia e all’Europa e trovare una via alternativa alle forniture di gas provenienti dalla Russia. Ma questa importante novità non può devastare l’equilibrio paesaggistico di quel bellissimo territorio che è la provincia di Lecce. Il governo e il Parlamento devono trovare soluzioni alternative ascoltando le lamentele che vengono dal Salento».

L’INCHIESTA – Indagini in corso da parte della Procura Lecce sulle procedure che riguardano l’acquisizione dei terreni che dovrebbero essere attraversati dalle tubazioni del gasdotto Tap (Trans adriatic pipeline), dal punto di approdo della conduttura sottomarina a San Foca di Melendugno fino alla stazione di decompressione. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Antonio Negro.
Su disposizione della Procura, nelle scorse settimane, la Guardia di finanza ha chiesto agli uffici tecnici dei Comuni interessati di fornire la documentazione riguardante i terreni. Il gasdotto Tap, collegando il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) alla zona di confine tra Grecia e Turchia, attraverserà la Grecia settentrionale, l’Albania e l’Adriatico per approdare sulla costa salentina e collegarsi alla rete nazionale. Tap avrà una capacità iniziale di trasporto di 10 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno.
In futuro, con l’aggiunta di altre due stazioni di compressione, la quantità trasportata potrà essere duplicata fino a 20 miliardi di metri cubi, a fronte di ulteriori forniture disponibili nella più vasta area del Caspio, da cui il gas viene prelevato.

Ci domandiamo, pertanto, se il progetto sia stato valutato attentamente per quanto concerne l’impatto ambientale, prima di concedere il finanziamento, e se sia stato sottoposto a VIA prima della cantierizzazione. Inoltre, nella nostra interrogazione, chiediamo di sapere se la Regione, in sede di conferenza di servizi, abbia espresso parere favorevole e se risulti favorevole anche il parere della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, giacché i luoghi interessati ricadono nella zona demaniale di rilevanza storica. I cittadini stanno protestando e riteniamo più che giustificata la contestazione, tanto da meritare un immediato sopralluogo degli uffici regionali per verificare la situazione e, nel caso, sospendere i lavori. A nostro avviso si tratta di uno scempio che deturpa il paesaggio e per questo auspichiamo una celere risposta alla questione sollevata da parte della giunta regionale. La vocazione turistica delle marine di Melendugno non può essere compromessa da una politica regionale bieca che consente approdi a gasdotti e autorizza interventi impattanti e devastanti dal punto di vista paesaggistico. Attendiamo in merito una concreta iniziativa da parte dell’assessore Barbanente, che sappiamo essere molto sensibile a questa materia».

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