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Cronaca, Tiggiano

TIGGIANO, NEI GUAI DUE FUNZIONARI COMUNALI, AVREBBERO ATTESTATO IL FALSO PER L’AGIBILITA’ DEL CIMITERO

TIGGIANO – Avrebbero attestato il falso nei certificati di agibilità. Due responsabili del Comune di Tiggiano sono stati denunciati dai carabinieri. E ancora una volta al centro delle indagini finisce il cimitero comunale.

Nei guai sono finiti un 63enne e un 65enne, entrambi dipendenti del Comune. Stando agli elementi raccolti dai carabinieri della compagnia di Tricase, diretti dal capitano Alessandro Riglietti, i due avrebbero prodotto atti pubblici per attestare fatti e circostanze non veritieri e non verificati. In particolare, sotto la lente degli investigatori sono finiti certificati di agibilità relativi al cimitero e riguardanti diversi aspetti, tra i quali la potabilità dell’acqua nel camposanto.

Nel rilasciare i documenti, i due impiegati avrebbero evitato di accertare i requisiti igienico-sanitari. Gli atti, poi, sono stati inviati al Dipartimento di prevenzione della Asl (al Servizio igiene e sanità pubblica), con la finalità di occultare gravi carenze ed evitare eventuali controlli. I due dipendenti, denunciati a piede libero su disposizione dell’autorità giudiziaria, dovranno difendersi dall’accusa di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, in concorso tra di loro.

L’indagine ha preso il via durante gli accertamenti eseguiti dai carabinieri di Tricase per un’altra vicenda (di cui si è parlato nelle scorse settimane) riguardante, ancora una volta, il cimitero comunale. Alla fine di gennaio il dirigente dell’ufficio tecnico è stato denunciato per abuso d’ufficio con l’accusa di aver favorito in modo illecito una ditta di onoranze funebri, affidando a questa l’esercizio di alcune attività all’interno del camposanto. Nello specifico, l’azienda avrebbe tratto un ingiusto vantaggio patrimoniale dall’attività di estumulazione delle salme, scaduto il termine di concessione dei loculi cimiteriali fissato in 20 anni: un lavoro che la ditta non poteva svolgere, in quanto non in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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