• Tricasenews.it è ancora in fase di aggiornamento, vi chiediamo un po' di pazienza qualora dovessero presentarsi rallentamenti o difficoltà nella navigazione. Grazie!
Meteo, Salento

TOCCATI I 40° NEL SALENTO L’ONDATA DI CALORE RAGGIUNGE IL SUO MASSIMO E PER ADESSO NON SI PLACA.

L’ondata di caldo non accenna a placarsi e continua a far vivere in Italia scenari climatici di ben altre latitudini. Sulle nostre regioni l’afa sta attanagliando la costa adriatica, con valori di dew point fino a +25°. Aria torrida sui settori occidentali e sul basso materano dove le temperature si assestano sui 38-39 gradi, con punte di +40° sul Salento leccese (Tuglie in questi istanti). Nelle prossime due ore sarà possibile toccare tale soglia anche tra ovest tarantino e metapontino, seppur localmente.

Il caldo africano manterrà tale intensità anche nelle prossime 48 ore per poi perdere qualche colpo, pur lasciandoci in un contesto decisamente caldo per il periodo almeno fino al weekend.

Mappe in tempo reale consultabili su www.meteonetwork.it/rete/mappe.php

1513988_10152809943241442_807567189426176017_n

Metà luglio, metà estate.

Si entra in quel periodo dell’anno in cui la circolazione dei venti si addormenta, perché l’aria calda dal Tropico smette di salire verso nord, mentre l’aria fredda dall’Artico non ha ancora ripreso a scendere verso sud.
E’ un momento di calma, del tutto simile a quello che solitamente si vive a metà inverno, per il motivo opposto.

Già questo dovrebbe bastare a farci pensare che non ci possiamo aspettare chissà che cambiamenti da qui alla fine del mese (almeno).
Certo, è anche vero che solo l’anno scorso, nello stesso periodo, stavamo per vivere una serie di giornate che di estivo propriamente detto avevano ben poco, con piogge diffuse, temporali, vento e aria relativamente fresca. Peccato però che le condizioni di partenza in Italia, sul Continente e sull’Atlantico fossero completamente diverse da quelle presenti adesso: i venti artici erano riusciti a ritagliarsi il loro spazio sull’Oceano, riuscivano a inviare regolarmente folate fresche verso l’Europa, e non davano il tempo alle brevi incursioni dell’alta pressione africana di scaldare la terraferma, lasciando così il passo libero alle successive perturbazioni.

Quest’anno invece abbiamo ormai il Continente che ha subito diverse onde di calore, il Mediterraneo che sta diventando un brodo con una superficie che attorno all’Italia ormai viaggia attorno ai 27-29 gradi, i venti artici che viaggiano tranquilli a latitudini più alte scorrendo da ovest ad est, senza particolari ostacoli a frenarne il viaggio.
E’ davvero dura cambiare questo stato di cose, almeno sul Mediterraneo e i Paesi che vi si affacciano. Sul Centro Europa il discorso è diverso, perché bene o male i venti oceanici riescono a penetrare sulla terraferma per alcune decine di chilometri, e a forza di spinte ripetute e frequenti arrivano verso il cuore del Continente. Ma questo accade solo grazie – appunto – a folate ravvicinate e sempre nella stessa direzione, da ovest ad est nello specifico.

Per cambiare le condizioni nel Mediterraneo servono venti freschi e veloci, che spingano verso sud, quanto basta per non essere smaltiti dai temporali che nascerebbero con il contrasto con la terraferma prima ancora di arrivare sul versante mediterraneo del litorale spagnolo e francese.
E allora servono delle onde profonde nella Corrente a Getto; onde che possono nascere solo se il Getto accelera verso sud o verso nord, e quindi se cambia lo stato di cose attuale. Ma questo accade solo se si accentua la differenza di temperatura tra le latitudini artiche e quelle tropicali.
E ritorniamo a bomba, a quello che abbiamo detto nelle prime tre righe: al momento è davvero difficile che questo accada.

Di solito, comunque, le onde nella Corrente a Getto nascono da tutta una serie di concatenazioni di eventi che coinvolgono sia le Montagne Rocciose sia – soprattutto – l’Oceano Pacifico del Nord, da dove parte la frustata che poi si propaga lentamente verso est.
E laggiù sembra tutto tranquillo, non dico piatto ma quasi. Ci vogliono movimenti ben più ampi di quelli presenti adesso per smuovere le acque anche al di qua del Continente Americano.

Vogliamo metterci anche il Nino?
Ma sì, mettiamoci anche lui, perché di solito la sua funzione è quella di piallare tutta la circolazione dei venti, rendendola più schiacciata da ovest ad est, soprattutto sul Pacifico. E se pensiamo che il Nino ha appena cominciato a far parlare di sé, il risultato del ragionamento è immediato.

Insomma, in sostanza, almeno fino ad inizio agosto non dovrebbero esserci chissà quali cambiamenti: magari un fronte riuscirà a sfiorare le Alpi portando qualche folata di vento, un temporale, quei 2-3 gradi in meno su alcune regioni per alcuni giorni …
Ma vuol dire accontentarsi davvero di poco, e magari avere più effetti collaterali (aumento dell’umidità) che altro. Una volta passati gli effetti del fronte si tornerà alla calma relativa e bollente attuale.
In linea di massima finché l’aria artica non riuscirà ad innescare le onde di cui parlavamo più su c’è ben poco da fare: l’aria calda di origine subtropicale pervaderà il Mediterraneo, il mare stesso rimarrà molto caldo (e questo in ottica autunnale potrebbe diventare potenzialmente rischioso), e non possiamo aspettarci rinfrescate vere e proprie.

Lorenzo Catania – http://www.meteonetwork.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *