Cronaca, Mafia, Regione Puglia

TRAFFICO DI MIGRANTI E DROGA: IL COL. GDF MUSCARA’: “LA PUGLIA GEOGRAFICAMENTE MOLTO ESPOSTA”.

Mezzi potenti e veloci per il traffico di esseri umani che punta alle coste pugliesi. Una rotta e una modalità molto diversa rispetto a quella che caratterizza gli sbarchi sulle coste siciliane. A sottolineare questo aspetto è il colonnello della Guardia di Finanza Maurizio Muscarà, responsabile del reparto operativo aeronavale di Bari, dopo il nuovo arrivo di migranti sulle coste leccesi che ha portato all’arresto di due scafisti.

Un gommone è riuscito a dileguarsi. “Dalle indicazioni che ci hanno dato gli immigrati siamo riusciti a individuare il mezzo già però a diverse miglia di distanza dalle coste italiane – dice il colonnello della Gdf – Questo gommone è un mostro, rispetto a quello che abbiamo sequestrato è ancora più potente: oltre 10 metri con motori da 200-300 cv l’uno. L’abbiamo ingaggiato e abbiamo iniziato l’inseguimento. Il problema però è quando ti avvicini alle acque territoriali greche”. Le autorità greche “sono state avvisate ma l’isola di Corfù, soprattutto durante il periodo invernale, è un po’ isolata, non c’è una grande presenza di dispositivi di vigilanza” spiega Muscarà.

Nel caso dell’altro gommone l’avvistamento è stato fatto a una certa distanza da terra. “Va privilegiata l’incolumità degli immigrati- rimarca – A differenza dei gommoni che portano la droga, che possono essere bloccati non appena toccano le acque territoriali, in questi casi il rischio è che i trafficanti buttino in mare qualcuno. Di conseguenza abbiano aspettato il momento più idoneo, che coniugasse la tutela delle persone alla possibilità di chiudere ogni via di fuga allo scafo”.

“Il fatto è che vengono utilizzati mezzi molto potenti che spinti al massimo vanno a 40-50 nodi” dice Muscarà. E questo costituisce la differenza con l’immigrazione in Sicilia: “I grossi barconi che partono dalla Libia vogliono farsi trovare per evitare il rischio che gli occupanti facciano una brutta fine in mezzo al mare”.

Nel caso pugliese, sottolinea, “dove la provenienza spesso è greca perché questa è la penultima tappa dei migranti, questo tipo di traffico avviene con modalità insidiose e che ci mettono anche un po’ in difficoltà. I mezzi sono molto veloci e coprono il braccio di mare in un’ora e mezza, due al massimo”. Occasionalmente anche in Puglia arriva “la grossa nave, ma in quel caso lanciano l’sos e vogliono essere trovati perché in questo modo si mette in moto la macchina dei soccorsi. Spesso i mezzi vengono abbandonati dai conduttori, cosa che non succede con gli scafi come quelli di stanotte perché sono mezzi molto pregiati. Scaricare gli immigrati e scappare significa conservare il mezzo che viene utilizzato tante altre volte”.

Vanno dunque considerate le distanze, che fanno la differenza tra gli sbarchi di migranti in Puglia e in Sicilia. “Il problema della Puglia è che anche geograficamente è una regione molto esposta come lo è per gli stupefacenti – spiega Muscarà – Anche il flusso della droga dai Paesi balcanici è favorito dal fatto che in due ore si attraversa questo braccio di mare”. “Gli scafisti – conclude il colonnello della Gdf – utilizzano le tecniche che usavano i contrabbandieri una volta o i trafficanti di droga. Nel caso di oggi gli scafisti sono albanesi perché le organizzazioni albanesi si sono convertite, tra l’altro, anche al traffico di migranti. Ma ci sono anche italiani ex contrabbandieri che si sono dedicati a questo traffico remunerativo”.

Fonte: Adrkronos

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *