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Acquedotto Pugliese, Regione Puglia

TRASFORMARE “AQP” IN AZIENDA SPECIALE, LA PROPOSTA DEL M5S IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA

PUGLIA – Una mozione per sollecitare la Regione a trasformare Acquedotto pugliese in un’azienda speciale a cui possano aderire i Comuni per l’affidamento del servizio idrico integrato. E’ questa, secondo il Movimento 5 stelle “l’unica possibilità che esiste per realizzare la volontà popolare emersa dal referendum del 2011, quella cioè di garantire che l’acqua resti un bene pubblico”. Da qui la proposta di coinvolgere tutti i Comuni pugliesi nell’approvazione di una delibera che impegni la Regione in tal senso. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Antonella Laricchia, Grazia di Bari e Marco Galante, insieme ai sindaci pentastellati dei Comuni di Canosa, Ginosa, Mottola, Noicattaro e Santeramo in Colle.

“La proposta fatta dal Movimento 5 Stelle, univoca a tutti i livelli istituzionali – ha spiegato la consigliera Laricchia – è assolutamente alternativa rispetto alle ipotesi di una società per azioni con le quote in capo ai Comuni e alla messa a gara del Servizio Idrico Integrato, ma soprattutto rappresenta la strada più vantaggiosa per i Comuni dal momento che esenta le amministrazioni da numerose responsabilità economiche e finanziarie, consentendo loro di conservare il potere decisionale in merito alle strategie da adottare”.

“Anche in Regione – ha aggiunto Galante – il M5S Puglia ha chiesto e ottenuto, non senza difficoltà, la costituzione di tavolo tecnico paritetico sul futuro di AQP e dimostrato che la trasformazione dell’ente in Azienda Speciale consortile, non solo è possibile ma è l’unica strada per scongiurare l’ingresso dei privati nella società di gestione del servizio”.

Una soluzione che va però perseguita in tempi brevi, dal momento che la concessione ad Aqp scade nel 2018. Da qui l’impegno dei 21 i Comuni nei quali la delibera è già stata depositata: Adelfia, Altamura, Ascoli Satriano, Bari, Canosa, Casarano, Castrignano dei Greci, Ginosa, Lizzanello, Mottola, Noci, Noicattaro, Polignano a mare, San Giorgio Jonico, San Marco in Lamis, San Pancrazio Salentino, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Trepuzzi, Tricase, Vieste.

“Imbarazzante – secondo Grazia di Bari – il silenzio del Governatore Emiliano sulla questione, nonostante si tratti, con ogni probabilità, della decisione più importante che il suo governo è chiamato a prendere nel corso di questa legislatura.

Un comportamento che tradisce la propensione del Presidente ad assecondare “altre richieste”, piuttosto che quelle legittime dei cittadini pugliesi, come si può intuire dalla lettura del Piano strategico, un documento di 19 pagine, privo di qualsiasi contenuto di tipo finanziario, che è costato ai pugliesi 133.000 euro.

Un Piano all’interno del quale si parla di “sviluppo nell’idrico coinvolgendo anche operatori con capitale privato” e che prevede una proroga della concessione di dieci anni. Un lasso di tempo troppo limitato per trovare i fondi per estendere le attività dell’AQP anche ad altri settori come il gas o le energie rinnovabili e per restituire i 200 milioni alla Regione Puglia”.
“Il dubbio – hanno concluso i cinquestelle – è che in realtà questi investimenti possano essere finanziati con capitali privati e ciò sarebbe l’anticamera dell’irreversibile privatizzazione di AQP”.

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