Cultura, Eventi, Tricase

TRICASE – 2 GIUGNO ORE 19,00 SAVIANO IN PIAZZA CAPPUCCINI CHIUDE IL FESTIVAL ARMONIA

#‎FestivalArmonia‬

Martedì 2 giugno, alle ore 19,00 lo scrittore Roberto Saviano sarà a Tricase in Piazza Cappuccini per chiudere il festival letterario “Armonia- narrazioni in terra d’Otranto”. L’autore di “Gomorra” dialogherà con il direttore artistico del festival, lo scrittore Mario Desiati, sull’importanza della lettura. Postiamo l’intervista che lo scrittore Mario Desiati ha pubblicato stamattina su Repubblica Pag.I-II La Repubblica ed. Bari 2-6-2015 e che ha pubblicato integralmente sulla sua pagina fb.

Tra Brandi e Fortunato, il sud rimosso da Renzi.

Roberto Saviano torna in Puglia per l’edizione zero del festival Armonia a Tricase, un’occasione per parlare di libri, narrativa anche dal vivo con i suoi lettori. Alle ore 19 a Piazza dei Cappuccini incontrerà i lettori nel Tacco d’Italia.
Stasera sarai nel Salento dove manchi da tanto tempo, quasi dieci anni?
Sì, ai tempi delle prime presentazioni di Gomorra, dieci anni fa, anche se sono tornato in forma privata un paio d’anni fa.

C’è un posto che ami qui particolarmente?

È un territorio a me amico, sono meridionale e qui è il mio habitat, certo verso Martina Franca…ho una particolare passione, ma è colpa tua.

Hai recentemente dichiarato che c’è un sud che nelle agende politiche appare sempre meno, ieri i dati delle elezioni regionali che impressione ti hanno fatto?

Renzi ha rimosso il Sud, è vero ha vinto il centro sinistra, ma un centrosinistra che non mi sembra abbia in agenda il più grande tema del momento, che non è l’immigrazione come molti pensano, ma l’emigrazione dei suoi giovani, un dissanguamento ormai inarrestabile che sta svuotando totalmente la parte più giovane e dunque il futuro di questo territorio. C’è bisogno di nuove politiche che non vedo all’orizzonte.

Quali?

Certezza del diritto, presenza dello stato, dove invece ancora comanda la criminalità perché esistono territori non ancora liberi, dove è difficile aprire un’attività, le banche non aiutano e i clan sono gli unici che hanno i soldi. Senza rilanciare talento e impresa per noi non c e speranza.

Qui in Puglia incontri i lettori e sono sempre tantissimi, servono appuntamenti come i festival letterari, le presentazioni, oppure ormai il mezzo televisivo ha scavalcato tutto questo?

Il contatto tra lettore e scrittore per uno che fa la vita come la mia, spesso solo, spesso lontano dall’Italia, senza un posto fisso dove poter stare più di due giorni di fila, dove non riesco neanche a fare una passeggiata per ragioni di sicurezza, è vita.

Parleremo di libri, qual è il libro pugliese che hai amato di più?

Tanti. Per Pellegrino di Puglia di Cesare Brandi è un reportage che ancora dopo tanti anni mantiene una eccezionale attualità. La tutela del territorio, l’importanza della varietà del paesaggio e la sua difesa, non dimenticherò mai la sua lezione sulle pietre pugliesi che corrispondono alle anime dei nostri antenati, la terra su cui viviamo è un grande ossario, sui resti abbiamo costruito la nostra civiltà, scriveva che le nostre pietre sono “gli unici veri fantasmi che vogliono rivivere nell’epoca del cemento armato”. Giustino Fortunato, anche lui come Brandi non era pugliese, ma i suoi studi hanno influenzato tantissimo i meridionalisti di questo territorio. Passando ai pugliesi, ho un legame speciale con Salvemini e ovviamente Tommaso Fiore, il suo popolo di formiche ci fa pensare a quanta forza abbiamo noi come uomini di queste pietre.

Brandi, Fiore, e la loro ossessione pietre si unisce?

Certo sono le stesse pietre di cui parla Cesare Brandi con cui abbiamo costruito la nostra civiltà utilizzando la stessa laboriosità delle formiche, lui ha scritto con precisione un pensiero miliare su questo: “Come ha fatto la gente a scavare ed allineare tanta pietra Io penso che la cosa avrebbe spaventato un popolo di giganti…ci voleva meno che la laboriosità d’un popolo di formiche”.
Appunto i pugliesi sono ancora le formiche di Fiore o tutto il sud?
Tutto il sud ha una sua laboriosità, diversa da quella del nord, tanto che anche la stessa Lega Nord ormai ha abbandonato quella vecchia retorica di distinguere il settentrione laborioso dal mezzogiorno fannullone. Dopo 60 anni, le idee di Tommaso Fiore sono ancora attuali.

Torno a Giustino Fortunato, i primi anni che ti ho conosciuto, me ne parlavi sempre, ricordo che mi facesti conoscere tu la teoria dei “Chiusi”. Ossia di quel sud che a un certo punto molla e si chiude in se stesso. Esiste ancora?

Sì, e non è un problema sociale, ma a volte esistenziale, moltissimi di noi, soprattutto se giovani, a volte si abbandonano, e non perché c’è un problema psicologico, ma perché scatta quel senso di sconfitta, nessuno vuole comprenderti, o sembra che riesca a farlo. E allora invidi tutto e tutti blateri contro ogni cosa, tutto sembra cospirare contro di te. E ti chiudi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *