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Cultura, Tricase

TRICASE – 22 MAGGIO FESTIVAL ARMONIA OSPITA “GIOVANNI IMPASTATO”

TRICASE – Un altro grande ospite per il Festival Armonia – Narrazioni in Terra D’Otranto.
Domenica 22 maggio presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone, a Tricase, alle ore 19.00, ci sarà GIOVANNI IMPASTATO autore del libro “Resistere a mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato” ed. Stampa Alternativa.

Dialogano con l’autore Daniele Stasi (docente presso l’università di Rzeszow – Polonia) e Antonio Coppola (Sindaco di Tricase)

Giuseppe Impastato, detto Peppino, è stato un giornalista e un attivista siciliano, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 a Cinisi, cittadina a pochi chilometri da Palermo, per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti.

Il cadavere di Peppino fu ritrovato sui binari della ferrovia Palermo – Trapani, venne fatto saltare in aria con del tritolo, con l’intenzione di far passare Peppino come un attetnatore rimasto poi vittima del suo gesto.

Sono state la forza e la determinazione della madre Felicia e del fratello Giovanni, a far emergere la matrice mafiosa dell’omicidio, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo.

Peppino, nato da una famiglia mafiosa, aveva ben presto iniziato a denunciare il potere delle cosche e il clima di omertà attraverso le tante attività culturali che lo videro protagonista. Diventò un importante punto di riferimento per i ragazzi del paese e tutt’ora Peppino è il simbolo dei giovani e di chi non si vuole arrendere ai ricatti e alle logiche della mafia.

“La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l’omicidio dello zio, d’improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito, di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. La nostra famiglia si sfaldava e, a peggiorare le cose, avrebbe contribuito anche un atteggiamento che, fino ad allora, ci era sconosciuto. Cominciarono problemi nei rapporti familiari, soprattutto per la reazione di Peppino che da allora cominciò a chiedersi in che famiglia e in che mondo vivesse. Sono stati tempi molto difficili. Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell’oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia. Un’eredità dal valore inestimabile, una ricchezza che ci è stata lasciata da Peppino e che mia madre e io abbiamo saputo raccogliere per essere i testimoni del nostro tempo.”

Giovanni Impastato e’ Presidente della Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”. Il centro e’ nato per continuare l’azione di Peppino Impastato, che denuncio’ i misfatti della mafia con ogni mezzo soprattutto attraverso la sua radio indipendente “Radio Aut”, che trasmetteva a poca distanza dalla casa di Tano Badalamenti a Cinisi.  Peppino fu ammazzato dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978: il suo corpo venne trovato dilaniatodal tritolo sulla ferrovia Palermo-Trapani. Ma ci sono voluti piu’ di 20 anni per dimostrare che quello di Peppino era stato un omicidio mafioso ordinato dal boss Badalamenti (il quale, peraltro, e’ morto in carcere negli Stati Uniti). La storia di questo ragazzo che, pur essendo figlio di un mafioso, credeva nella giustizia e oso’ sfidare la mafia attraverso le frequenze di Radio Aut, e’ stata raccontata magistralmente dal regista Marco Tullio Giordana nel film “I cento passi”.

 

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