Cronaca, Tricase

TRICASE – ARCHIVIAZIONE PER EX SINDACO E TECNICI COMUNALI. NON FU ABUSO D’UFFICIO.

TRICASE  – Archiviata l’inchiesta che ha verificato se l’ex sindaco di Tricase e quattro dirigenti dell’Ufficio Tecnico comunale avessero favorito un imprenditore consentendogli di costruire una casa su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico in quanto non fu richiesto il parere della Soprintendenza.

Il giudice per le indagini preliminari, Annalisa de Benedictis, ha accolto l’istanza del pubblico ministero Emilio Arnesano basata soprattutto sulla consulenza dell’ingegnere Antonio Vernaleone: il tecnico nominato dalla Procura ha, infatti, chiarito che la nuova perimetrazione del centro cittadino di Tricase abbia ingenerato confusione. La documentazione a disposizione dell’Ufficio Tecnico – ha sottolineato l’ingegnere Vernaleone – ha indotto in errore i dirigenti poiché li ha convinti che su quel terreno non pesasse alcun vincolo. Da qui il rilascio del permesso di costruire senza il nulla-osta.

Caso chiuso, dunque, per l’imprenditore Luigi De Iaco, 62 anni, di Tricase, per l’ex sindaco Luigi Ecclesia, 65 anni, di Tricase, riguardo al certificato di destinazione urbanistica rilasciato nel 1996; per l’ingegnere Luisella Guerrieri, 56 anni, di Lecce, per il permesso di costruire di marzo del 2008; per il geometra Emanuele Sparasci, 67 anni, di Tricase, per aver istruito la pratica edilizia del 2008; per l’architetto Cosimo Pizzileo, 62 anni, di Racale, per il permesso di costruire del 2010; e per l’ingegnere Vito Ferramosca, 51 anni, di Tricase, per la variante in corso d’opera al permesso di costruire rilasciata nel 2013.

I quattro tecnici e l’ex primo cittadino rispondevano di abuso di ufficio nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Arnesano con i carabinieri del Noe (Nucleo ecologico operativo), poiché obiettivo delle indagini era accertare se è vero che il non aver preteso il nulla osta avesse favorito De Iaco.

L’imprenditore era finito nel registro degli indagati per abusivismo edilizio, ipotesi sempre legata al mancato parere della Soprintendenza sul suo terreno sottoposto a vincolo paesaggistico, nonché per aver realizzato lavori violando quel vincolo stesso.

Nella decisione di accogliere la richiesta di archiviazione, il giudice de Benedictis ha tenuto conto anche dell’opposizione presentata dai due proprietari dei terreni confinanti con quello di De Iaco che, con le istanze degli avvocati Viola Messa e Luigi Piccinni, avevano chiesto di disporre nuove indagini. Ma il giudice ha ritenuto che il parere fornito dall’ingegnere Vernaleone chiuda, di fatto, il caso.

Gli indagati erano difesi dagli avvocati Mario Ciardo, Carlo Chiuri, A. Distante e Marcello Petrelli.

Fonte: Quotidianodipuglia.it

 

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