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Cultura, Libri, Lucugnano, Provincia di Lecce, Tricase

TRICASE, COPPOLA: SU PALAZZO COMI NON HO MAI GETTATO LA SPUGNA, ANZI…

Al Comitato Palazzo Comi.

Ho avuto modo di rileggere il Tao the Ching in questi giorni, in occasione della visita di artisti cinesi e di delegati alla cultura dell’Ambasciata di Cina in Italia. La delirante nota del comitato mi ha fatto venire in mente il capitolo 56:

“… Chi sa non parla.
Chi parla non sa.
Chiudi la bocca.
Blocca la porta.
Acquieta i sensi…”.

Rimando al mittente le offese e le gratuite affermazioni sul mio conto. Quando si seguono gli impulsi delle viscere e non della testa, questi atteggiamenti sono la logica conseguenza. Come logica conseguenza è la non giustificabile offesa al consiglio comunale, la più alta assise cittadina, non al sindaco Coppola, che a questo genere di gratuiti attacchi è da molto abituato. Perbenismo? No, rispetto delle istituzioni e, soprattutto, buona educazione.

Un tempo la buona educazione era un requisito di base fondamentale, la si insegnava nelle scuole e guai a non praticarla sempre. Adesso questi sedicenti custodi della cultura ci dimostrano che per loro la cultura è da difendere con metodi da bettola. Mi dispiace per loro, non hanno studiato a sufficienza da giovani ma… non è mai troppo tardi. Parliamo di cose serie ora.

1) “Casa Comi” è di proprietà della Provincia di Lecce ed è bene disponibile dello stesso ente. La Provincia può disporne nel modo che riterrà più utile;

2) Le attività culturali sono passate alle competenze regionali;

3) Il patrimonio librario, di enorme valore, è tutelato e non potrà essere utilizzato se non dietro parere ed autorizzazione degli organi preposti alla tutela;

4) Il Comune di Tricase, ha il privilegio di avere “Casa Comi” nel proprio territorio ma non ha, per ora, alcuna competenza su di esso.

Nel farneticante comunicato si dice che il sindaco ha gettato la spugna. Ma di quale incontro di boxe si parla? Il sindaco ha solo detto, e qui lo ribadisce, che non vi è alcuna possibilità, per ora, di ricorrere per via giudiziaria. Mi si dimostri che così non è, se se ne hanno gli elementi.

Non mi dilungherò su disquisizioni di natura giuridico – amministrativa per non annoiare chi legge. Ho sempre operato tenendo conto degli obiettivi da raggiungere. Il nostro obiettivo principale è che “Casa Comi” torni nella disponibilità delle nostre comunità salentine, non solo del comune di Tricase, ma di tutte le comunità che in quel meraviglioso luogo di cultura e di storia si sono sempre riconosciute. Non riteniamo ora percorribile la via giudiziaria in quanto non abbiamo elementi e titolo per ricorrere. Se qualcuno competente afferma il contrario, per piacere lo faccia per iscritto, assumendosi la responsabilità di quello che dice. Le chiacchiere da bar o da demagoghi non sono utili.

Per puro esercizio mentale, supponiamo che si possa ricorrere per via giudiziaria. Supponiamo che si vinca il ricorso e che il bando sia annullato. Avremmo noi come conseguenza automatica la disponibilità di “Casa Comi”? Essendo la proprietà della Provincia e la competenza della Regione, il Comitato e qualunque altro soggetto non potrebbero comunque metterci piede senza le loro autorizzazioni.

Se la Provincia dovesse dichiarare di non aver fondi per la ristrutturazione e la manutenzione, come in effetti è, e se la Regione dovesse decidere di trasferire il personale, “Casa Comi” rischierebbe di rimaner chiusa per un tempo indefinito, abbandonata.

Vogliamo questo? Io certamente no, il Comitato, probabilmente, lo preferirebbe. Meglio vincere una battaglia legale e tenersi un cadavere tombato come ricompensa.

Da mesi, ormai, verificata l’impossibilità attuale di qualunque ricorso, ho intavolato confronti con la Provincia e con la Regione. Nostro obiettivo è che la programmazione dell’uso e delle attività di “Casa Comi” passi ufficialmente al Comune, pur rimanendo la Proprietà della Provincia, e che ci venga confermato dalla Regione il personale. Non sono certo di riuscirci ma ho buone speranze di farcela.

Mi si accusa di aver taciuto per chissà quali loschi interessi (addirittura da “uomo d’onore”!). Taccio perché so come stanno realmente le cose. Qualcun altro continui pure a parlare, non scalfirà la mia convinzione di star operando nel giusto per la salvaguardia e la valorizzazione di “Casa Comi”, che amo e rispetto da quando sono nato, molto più di quanto possano anche solo lontanamente immaginare gli autori della nota.

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