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Politica, Tricase

TRICASE – DELL’ABATE: “L’INSIEME E’ PIU’ FORTE DELL’IO ED ORA PENSIAMO A TRICASE”

Sebbene siano comprensibili le perplessità sollevate dal Direttore del Volantino nello scorso numero, l’azione amministrativa proseguita senza soluzione di continuità dai Consiglieri di minoranza, tesseratisi da qualche mese al Partito Democratico, dissolve ogni timore su quella che sarà la loro condotta consiliare in quest’ultimo scorcio di mandato: pungolo, controllo, proposte, se consentito ascolto e confronto e se necessario denunzie ed esposti.

Per me, ma sono certo lo sia anche per gli altri, l’appartenenza partitica non sposta di una virgola la mission che ha determinato a mettermi in gioco politicamente: contribuire a dare un’impennata alla nostra Città, guidato dai valori che mi hanno tramandato e che hanno contraddistinto il mio vivere quotidiano: rispetto delle regole e delle persone, lealtà, concretezza e meritocrazia. Con la consapevolezza che gli obiettivi si raggiungono lavorando in sinergia, l’insieme è sempre più forte dell’io. Sono il partito, l’associazionismo che connubiano le idee e le progettualità con le azioni e i risultati.

Pertanto, quando ci è stato chiesto di anteporre altro a Tricase o quando si sono disconosciuti quei valori, non abbiamo avuto alcuna esitazione sul da farsi, anche se la coerenza morale ci è costata in termini personali e politici.

Anzi, quel senso di appartenenza rafforza sicuramente la comune mission: una Tricase dinamica, moderna, in crescita, una Tricase che faccia bella mostra di sé e abbia voglia di rilanciare il turismo sostenibile ed abbia ancora tanto da offrire ai suoi giovani in termini occupazionali. E soprattutto una Tricase che non si chiuda in se stessa, ritenendosi migliore e autosufficiente, ma si apra all’intero territorio del Capo di Leuca e prenda per mano gli altri Comuni, in un’ottica integrata di sviluppo, per essere competitivi nel nuovo scenario baricentrico che ci attende con la soppressione delle province e l’istituzione della Città Metropolitana di Bari.

Un’appartenenza che nel contempo cristallizza la bontà di un partito a Tricase inteso come una vera e propria agorà politica, una fucina di talenti e saperi che si arricchiscono e si stimolano a vicenda, ognuno in ragione della propria esperienza, passione e tempo. Dove i Consiglieri informino la segreteria e relazionino preventivamente la base e con essa condividano indirizzi e azioni, non protagonisti di se stessi ma esecutori dei progetti e delle idee di tutti. E infine facciano da collante con le rappresentanze regionali e nazionali per far acquisire incisività alle decisioni assunte. Un partito che includa, che accetti di confrontarsi con l’altro, con il diverso e sia capace di convincerlo sul pregio del proprio operato e di unirlo nel percorso comune.

Nessuna corsa, quindi, alla conquista di candidature o pacchetti di voti, ma la condivisione del miglior programma per la Città, con prevalenza della progettualità alla persona e con la sintesi nel Bene Comune prima ancora che nel leader.

Sarà una nostra illusione, ma vogliamo credere che non sia ancora giunta la fine dei “corpi intermedi” e quindi dei partiti, della democrazia partecipativa con sopravvento del personalismo e del populismo, come dibattuto nella interessante serata di conferimento del premio al Direttore Scamardella.

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