Cronaca, Tricase

TRICASE DONNA DI 43 ANNI INDAGATA DALLA PROCURA PER TRUFFA

Presenta documenti bancari del Belgio, interloquisce al telefono in lingua francese e restituisce con puntualita’ i primi prestiti per guadagnarsi la fiducia della persona a cui poi alla fine riesce a spillare ben 250mila euro raccolti tra amici e parenti.

Un raggiro che corre tra Tricase e Brindisi basatosi sul presupposto, rivelatosi poi falso, di un risarcimento da capogiro di oltre 15 milioni di euro.

Dove sta il trucco? Per riscuotere era necessario versare delle tasse ingenti, e quei soldi bisognava procurarseli. Tanti e presto.

Tutto inventato. Di questa messa in scena ne hanno fatto le spese otto commercianti brindisini che si sono prestatia venire incontro alle richieste di denaro arrivate da una donna di TRICASE, di 43 anni, D.C. le iniziali. Ed ora il suo nome e’ finito nel registro degli indagati dell’inchiesta del pubblico ministero della Procura di Lecce, Giuseppe Capoccia, e dei Poliziotti del Commissariato di Taurisano in cui risponde di truffa aggravata, continuata ed in concorso con il figlio e la sorella.

C’e’ anche la calunnia perche’ aveva accusato di estorsione l’uomo che le aveva creduto e che per questo si era dato da fare per procurarle tutto quel denaro. Tra l’altro i poliziotti di Taurisano si stanno occupando di altri raggiri sulla falsariga del primo. Tutti basati, cioe’, sull’ottenere prestiti facendo credere che servivano a riscuotere il risarcimento milionario riconisciutole in Belgio.

E’ arrivata fini a Brindisi, D.C., perche’ ha una parente in questa citta. Una cugina che a gennaio dell’anno scorso ha avvicinato un commerciante amico del quale sarebbe riuscita a farsi prestare prima 2.000 euro, poi 4.000 ed infine 5.000.

Siccome i primi 2.000 euro gli vennero restituiti nei tempi stabiliti, l’uomo si convinse di potersi fidare di quelle donne. Ed in effetti nel giro di poco piu’ di un mese ebbe indietro altri 3.500 euro. Insomma, sembrava gente fidata, ma proprio in occasione dell’ultima consegna del denaro D.C. parlo’ a lungo con il commerciante brindisino per fargli presente che intanto fossero aumentate vertiginosamente le tasse da versare in Belgio e lo convinse ad aiutarla.

Lo convinse a mettere insieme 250mila euro: 60mila dei suoi risparmi ed in giro quet’uomo riusci’ a raccogliere altro denaro da sette persone che si fidavano di lui al punto da versargli le somme da 39mila euro, 16mila, 15mila, e 10mila.

In questi incontri la donna gli mostro’ bonifici e documenti bancari belgi ed al suo cospetto parlava spesso in francese al telefono come se stesse interloquendo con funzionari della banca. Ed insieme andarono in Belgio in giro per Banche e Commissariati.

Ma il tempo passava e non arrivava mai quel bonifico milionario. Nonostante le rassicurazioni di D.C., arrivate anche a promettere di versare gran parte dell’importo sui conti correnti del commerciante. Alla fine ha rotto gli indugi ed ha contattato i parenti della donna, il commerciante, scoprendo cosi’ che all’altro capo del telefono ci fosse la sorella, quando D.C. parlava in francese. E seppe che tutta la documentazione bancaria sarebbe stata contraffatta dal figlio della donna.

Da qui la decisione di presentare un esposto con l’avvocato Giovanni Brigante per dare il via all’inchiesta e sperare cosi’ di vedere riconosciuto il risarcimento dei suoi risparmi e di quelli degli altri commercianti.

 

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