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Politica, Tricase

TRICASE – ESTUMULAZIONE TOMBE, IL SINDACO COPPOLA: “E’ PER LA SICUREZZA”.

 

TRICASE–  La questione riguarda da una parte la memoria, dall’altra la sicurezza, e nei giorni in prossimità della ricorrenza dei defunti, diventa alquanto delicata. A partire dal 9 novembre, ha comunicato il sindaco di Tricase Antonio Coppola con dei manifesti affissi in città, si procederà all’ estumulazione di tutte le salme del vecchio cimitero monumentale I corpi dei defunti, o quello che ne rimane, saranno cioè tolti dai loculi e riposti in degli ossari nel nuovo cimitero.

Un’operazione che cancellerà d’un colpo la storia della città, commenta sdegnato il professor Hervè Cavallera, ordinario di storia della pedagogia presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università del Salento, umanista, Presidente della locale Sezione di della Società di Storia Patria per la Puglia e, soprattutto, cittadino di Tricase. La sua posizione è netta: delle tombe senza i resti mortali, sono dei gusci vuoti privi di memoria, spogliati del loro significato.

Eppure il cimitero monumentale di Tricase, proprio attraverso le sue tombe, racconta la storia del paese. cappelle antichissime, simbolo della città, come quelle degli ultimi principi, i Gallone, o di famiglie importanti come quelle dell’avvocato Antonio Dell’Abate. Il Sindaco di Tricase Antonio Coppola risponde e parla di un’operazione necessaria per la sicurezza del visitatori.

“Capisco il rispetto per i defunti, ma credo sia doveroso procedere per la tutela dei vivi. Abbiamo delle tombe pericolanti che non sono manutenute e toccate da ormai decenni, quindi e’ indispensabile procedere per evitare che qualcuno invece di onorare il defunto diventi defunto anch’egli. Mi pare chiaro che il progetto sara’ quello di mantenere il cimitero come cimitero monumentale risanandolo da tutte le situazioni di difficolta’ e di disagio che ci sono. Devo dire anche che molte di queste tombe sono ormai vuote perche’ gia’ tanti proprietari o anche altri concessionari hanno spostato i resti dei loro cari nelle loro tombe che sono state fatte nel nuovo cimitero.”

Fonte: Trnews.it

 

1 Comment

  1. Si decide di smantellare un vecchio cimitero perché alcune cappelle, rimaste a lungo nell’incuria, sono pericolanti. Si dovrebbe, dunque, per evitare pericoli all’altrui incolumità, intervenire sulle cappelle pericolanti, non molte, molte sono quelle rimaste nell’incuria, ma salde e recuperabili, mentre alcune sono ben restaurate e conservate con rispetto. Soluzione logica sarebbe quella di verificare quali cappelle necessitino di interventi necessari e lì intervenire d’urgenza e poi provvedere alla riqualificazione delle altre. E invece si annuncia la estumulazione di tutte le salme, che saranno poi depositate nel nuovo cimitero, e non nella stessa condizione in cui sono state estratte, ma negli ossari, senza dignità, senza nome se qualche parente non lo richiede. Due volte compassionevoli coloro che non hanno eredi!

    Stanti i pericoli statici invocati dall’Amministrazione, perché allora coinvolgere il camposanto nell’opera di traslazione? Il camposanto non genera alcun pericolo statico, quindi a rigore lo si dovrebbe lasciare in pace, così come le fosse comuni, ma sembra che ciò non avverrà, per quale motivo, mi chiedo. Ridicolo è affermare, come scrisse qualcuno, un eventuale pericolo sanitario. Allorquando il cimitero era in funzione e accoglieva i defunti nessuno si allertava per il possibile disagio sanitario delle abitazioni sorte senza esitazione intorno al perimetro cimiteriale. Lanciare allarmi di questo tipo dopo tanti anni è il massimo dell’ipocrisia.

    Infine ricordiamo ancora questo. Un cimitero ha il suo carattere di monumentalità quando le sue tombe più importanti contengono i corpi di quelle persone per cui furono edificate, e non gusci vuoti, e quando accoglie intorno a queste le pietose sepolture delle persone meno fortunate in vita. Persone che hanno diritto allo stesso rispetto in morte di coloro che poterono costruire una sepoltura con una certa dignità estetica. Un cimitero privato della sua funzione non è più un cimitero, è un parco qualunque, in cui restano ruderi che non significano niente se non il ricordo dell’azione scellerata di chi volle violare l’asilo dei morti. E allora il suo svuotamento equivale alla sua distruzione.

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