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Cultura, Politica, Tricase

Tricase – Hervé Cavallera: “Cacciare i defunti dalle tombe vuol dire, screditare il nostro passato”.

TRICASEIn riferimento a quanto sollevato dal Sindaco Ing. Antonio Coppola sottolineo che dopo le telefonate sono andato a chiedere un appuntamento, ma il Sindaco purtroppo non era disponibile. Ho invece avuto immediata conferma che tutte le salme saranno estumulate (come è scritto nel manifesto comunale) e cappelle senza salme sono a mio avviso inutili gusci vuoti. Alla luce di ciò faccio ancora presente:

1) è proprio di ogni paese civile conservare gli antichi cimiteri, rispettando peraltro il “riposi in pace” di cristiana memoria, la testimonianza storica del proprio passato, la solennità del luogo;

2) quando alludo al problema economico, so bene che nel manifesto (l’ho ben inteso, non dubiti il Sindaco) si afferma che le spese saranno a carico del Comune, ma l’operazione (lo smaltimento dei rifiuti speciali) quanto costerà al Comune visto che comunque a pagare saranno i contribuenti, ossia i cittadini?

3) mi fa senso come persona civile pensare che le salme di coloro che giacciono per terra da tanto tempo e quelle delle tante cappelle potrebbero essere ammassate alla meno peggio;

4) quando il Sindaco afferma: “non sarà un problema se alla fine si deciderà di mantenere alcune delle salme nelle tombe di maggior pregio storico e/o monumentale”, dobbiamo pensare, alla faccia della Livella di Totò, che esistono morti di serie A e morti di serie B? L’insieme delle tombe, con annesse salme, è la Storia. Non qualche tomba a sé;

5) se il Sindaco ritiene di trasformare il cimitero in parco monumentale, a maggior ragione non potrebbe diventarlo nella sua interezza?

6) le cappelle in cattive condizioni non sono molte. Pochissime quelle veramente pericolanti, altre devono avere lavori di miglioramento. Non mi pare del resto che esista una relazione tecnica sullo stato delle varie cappelle, né è per tale motivo che sulla delibera del 2011 si richiede il provvedimento. Allora, perché tale decisione?

7) nel manifesto a mia firma ho con garbo chiesto una pausa di riflessione e di pubblica discussione; invece si continua a rispondere col dire che si farà quello che si è deciso di fare;

8) poi rimane il problema di fondo: qual è la ragione di tutta questa scelta? Chi è eletto non deve considerare le richieste di tutta la cittadinanza? Che i Tricasini tutti si pongano questi problemi e si discuta con calma per il rispetto di chi è vissuto prima di noi. Anche questa è civiltà, non manifesti pubblici che impongono quello che l’autorità ha deciso nelle segrete stanze. L’estumulazione della salme con la distruzione delle lapidi e di gran parte del luogo, comporta la distruzione delle radici della storia di Tricase.

Occorreva, e occorre, se si aveva e si ha a cuore Tricase, modificare e non condividere la delibera commissariale del 2011 voluta non per lo stato del cimitero ma (Udite! Udite!) “per una più giusta gestione delle risorse disponibili”. Né la traslazione delle salme è “giusta” e “doverosa” perché il vero dovere è quello di rispettare coloro che riposano nel “nostro bel cimitero”. E poi addirittura accennare a cacciare i defunti dalle tombe centenarie vuol dire, ancora una volta, screditare il nostro passato. Non si scacciano i caduti delle grandi guerre per migliorare le risorse! Con tale atto si recidono invece le fondamenta della nostra vita civile, con i resti e i nomi e i cognomi dei cittadini e le loro storie scritte in vario modo sulle tombe.

Caro Sindaco, insegno ormai nell’Università da vari decenni, ho ricoperto e ricopro cariche culturali di valore nazionale, la mia figura e i miei scritti sono ben conosciuti non solo in Italia ed ho sempre spiegato ai miei interlocutori (e non solo ai miei allievi) che esiste il dovere di esprimere, con urbanità e fermezza, il proprio dissenso di fronte a scelte che non convincono e che non rispettano il sentire civile, da chiunque vengano decise. Perché nella mia Tricase non dovrei dirlo? Visto che è trascorso del tempo da una decisione non condivisa dal buon senso, perché non ridiscuterla?

Hervé Cavallera.

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