Cronaca, Storia, Tricase

TRICASE – IL COMUNE INTITOLA UNA STRADA AI MARTIRI DEL 15 MAGGIO 1935.

TRICASE – Il 15 maggio 1935 si puo’ dire che sia il giorno piu’ triste della storia di Tricase a causa dell’eccidio delle tabacchine, ancora oggi si sente la ferita aperta per quella vicenda. Qualche anziano ancor oggi dice che a Tricase non si canta più dalla strage del 1935. Da ottanta anni, ogni anno l’Amministrazione Comunale  rende omaggio ai suoi Caduti con la celebrazione della S. Messa e la deposizione di una corona di alloro presso la lapide apposta sul luogo del Martirio.

La rivolta nasce dalla voce sparsa, tra la gente del posto, che il regime fascista vuole spostare lo stabilimento dell’Acait, (tabacchificio che da lavoro a un migliaio di persone, che permette, nel bene e nel male, di avere un reddito sicuro) a Lecce. E’ solo una voce, niente di confermato. Ma tanto basta per scatenare la rivolta. Una rivolta che, non prende piede solo da una notizia, peraltro non confermata, è una rivolta che trova origine nel passato, che non può permettere di togliere al paese l’unico mezzo di sostentamento per tante famiglie. Non si vuole sprofondare nella più nera miseria. Le tabacchine, così, si organizzano e si ritrovano sotto il portone del Comune. Il podestà Aymone, i fascisti, i carabinieri, hanno paura, non si aspettano una protesta. Qualcuno sostiene, per giunta, che si tratta di una manifestazione antifascista. Non era così, era una protesta per il lavoro, ma l’idea che i contadini e le tabacchine potessero avere una coscienza politica ed organizzarsi non era tollerata. 
Qualcuno getta un po’ di benzina sul portone del Comune, il podestà scappa, ma da l’ordine a carabinieri  di sparare. E si spara. Si spara sulla folla. Si spara ad altezza d’uomo. Muoiono cinque persone: Maria Nesca, Pierino Panarese, Cosima Panico, Pompeo Rizzo, Donata Scolozzi.

Da oggi l’Amministrazione Comunale con delibera del 5 maggio 2015 intitola ai Martiri del ’35 il tratto di strada ove si verificò l’eccidio, breve appendice di Piazza G. Pisanelli da cui, per estensione, ha preso denominazione. 

 

 

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