Politica, Tricase

TRICASE – IL SINDACO COPPOLA: “SULLE ESTUMULAZIONI NON FACCIO QUELLO CHE VOGLIO, FACCIO QUELLO CHE DEVO”.

Con Deliberazione della Giunta Comunale n°189 del 23.06.2011 (amministrazione Musarò), veniva approvato un atto di indirizzo per l’affidamento in gestione dei servizi cimiteriali, modificato dal Commissario straordinario, con propria deliberazione n°53 del 29.09.2011. Dopo una regolare gara d’appalto, il servizio veniva aggiudicato in via definitiva con determinazione n° 294 del 13.03.2012 alla Cooperativa Apulia (ancora gestione commissariale). L’inizio dei lavori veniva fissato per il 07.06.2012 con termine alla data del 30.04.2016. Nel contratto l’impresa è obbligata alla traslazione di tutte le salme ancora sepolte nel vecchio cimitero di Piazza Cappuccini.

Non faccio quindi, come qualcuno ha scritto, tutto quello che voglio ma, più propriamente, faccio quello che devo. La questione dell’obbligo di traslazione, è stata da un po’ di tempo sollevata dall’allora presidente Luigi D’aversa e, poi, giustamente, in modo deciso e pressante dal Movimento 5 Stelle, che ha sottoposto anche ai revisori dei conti il problema. Chieste informazioni all’ufficio, si è verificato che l’obbligo è reale e non rinviabile, vista la scadenza al 13.04.2016.

Riguardo invece alla polemica, mentre non mi meraviglio di quanto asserisce Alfredo De Giuseppe, polemico per costume, mi ha molto meravigliato e mi ha fatto dispiacere, quella del prof. Hervé Cavallera, presidente della locale Società̀ di Storia Patria che, nonostante due lunghe telefonate, in cui avevo diffusa- mente illustrato le motivazioni e gli intendi- menti di questa amministrazione, che si rende conto delle serie problematiche operative, ha inteso continuare con comunicati stampa e manifesti. Avevo detto al professore, e lo ribadisco, che la traslazione dalle tombe pubbliche è doverosa, dato anche lo stato di pericolo di alcune di esse e data la scadenza ventennale della concessione dei loculi.

Per molte delle tombe private sono scadute le concessioni novantanovennali. Abbiamo con- vocato le confraternite in modo da stabilire un percorso condiviso. I privati potranno far traslare le salme avvalendosi della cooperativa. Il professor Cavallera chiede, nel manifesto, chi pagherà̀. Sarebbe bastato leggere il manifesto per sapere che il servizio è gratuito per i cittadini ed è previsto nel contratto in quanto offerta migliorativa proposta dalla cooperativa, non quantificabile come costo a sé. Il professore parla anche di distruzione del cimitero. Ci meraviglia che non abbia saputo leggere o interpretare il mio manifesto. Si traslano le salme non si distruggono le tombe, soprattutto quelle che non presentano rischi per la pubblica o privata incolumità̀ e che la Soprintendenza ai monumenti riterrà̀ di pregio.

Pur non avendo partorito il bando, lo condividiamo anche perché́ abbiamo già̀ sottoposto alla Soprintendenza l’idea di trasformare il nostro bel cimitero in area monumentale utilizzabile come giardino pubblico. E non sarà̀ un problema se alla fine si deciderà̀ di mantenere alcune delle salme nelle tombe di maggior pregio storico e/o monumentale. Mi farebbe piacere se si riuscisse ad affrontare il problema servendosi del dialogo, più̀ che delle (metaforiche) urla, come se l’amministrazione comunale fosse il sordo nemico da sconfiggere.

Abbiamo forse mai negato il confronto al prof. Cavallera su qualunque argomento abbia voluto proporci? Se si hanno proposte, che si facciano. Se i privati con le tombe fatiscenti e pericolanti decideranno di restaurarle, che lo dicano e, soprattutto, che si impegnino seriamente a farlo. Che il cimitero diventi un luogo decoroso e sicuro è però un obbligo per un paese civile come Tricase dice di voler essere.

Vedi anche: IL M5S: SUL CIMITERO “SILENZIO DI TOMBA – STORIA DI UN APPALTO ALL’ITALIANA NEL COMUNE DI TRICASE.”

Vedi anche: “PERCHE’ SFRATTARE I NOSTRI MORTI”? – LA SOCIETA’ STORIA PATRIA PER LA PUGLIA DI TRICASE CHIEDE SPIEGAZIONI E PARTECIPAZIONE.

Articolo pubblicato su “Il Volantino del 30 ottobre 2015 – concessoci dall’autore.

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