Comune, Politica, Tricase

TRICASE, MARIO TURCO: “DECRETO DI REVOCA GESTO CODARDO, ALTRO CHE CAMBIAMENTO!”

TRICASE – Inusuale, senza alcuna precedente discussione e preavviso da parte del sindaco, mi è pervenuto il decreto sindacale di revoca della carica di assessore comunale.
Tale gesto codardo (è il termine più nobile che mi viene in mente) di revoca della carica di assessore al Comune di Tricase, me l’aspettavo sin dal decreto di nomina considerati i rapporti non certo idilliaci sin dalla costituzione della compagine che ha sostenuto la sua candidatura nel 2017 a Sindaco di Tricase. Lo stesso accolse con un “bene” la indicazione del mio nominativo per la carica di assessore comunale da parte del gruppo facente riferimento alla lista civica “Tricase punto e a Capo”, probabilmente per tenermi meglio sotto scacco. In campagna elettorale ha cercato di osteggiare persino la mia elezione a consigliere comunale che nonostante tutto avvenne. Io cosciente di tale rapporto e soprattutto del suo carattere (arrogante, dittatoriale, poco o per nulla propenso al dialogo e alla discussione collegiale) non certamente dei migliori a ricoprire la carica di Sindaco di Tricase, non ero propenso a rinunciare alla carica elettiva di consigliere comunale per quella di assessore. Lo feci spinto anche dal primo dei non eletti, Peluso Giuseppe, il quale intendeva fare questa esperienza amministrativa.- Io accettai la carica di assessore per fare spazio a Peluso Giuseppe.

Ritengo che il provvedimento di revoca sia scaturito anche dalla sua incapacità e inadeguatezza a ricoprire la carica di Sindaco.

Mi risulta che tale iniziativa sia scaturita dopo una serie prolungata di critiche (giustificate) provenienti dalla maggior parte dei consiglieri comunale di maggioranza sul metodo e contenuti che muovevano l’amministrazione comunale. A suo dire (invece che addossarsi tutte le colpe) ha scaricato vigliaccamente le responsabilità della sua certamente incapacità e inadeguatezza di gestire giunta e consiglieri di maggioranza, sugli assessori comunali.

E ritenendo di dare una sterzata positiva alla gestione della cosa pubblica ha contemporaneamente revocato la nomina oltre che a me anche ad Antonella Piccinni. E per confermare l’inadeguatezza di tutti gli assessori ha revocato solo le deleghe a Peluso Lino e Sabato Sonia in attesa dopo l’estate (secondo suo dire) di revocare completamente l’incarico. Lo dicono già in tanti…..forse sarebbe stato meglio che abbandonasse lui la carica di sindaco che
indegnamente ricopre.

Non ha citato argomenti o azioni precise (come ritengo sarebbe stato necessario) che avrebbero evidenziato il venir meno del rapporto di fiducia.
Ha “considerato che da tempo il rapporto di fiducia con l’assessore Mario Turco è venuto irrimediabilmente a mancare a mancare a causa di profonde differenze in merito agli obiettivi politico programmatici da realizzare nell’ambito del programma di mandato, nonché sul metodo di conduzione dell’attività amministrativa”.

E su tale motivo ha perfettamente ragione perché spesso ho dovuto richiamargli il programma elettorale che ha portato la compagine amministrativa a vincere le elezioni, che doveva essere di CAMBIAMENTO (come porta il nome una sua lista di appoggio) rispetto al passato. E questo sia nel metodo che doveva essere di confronto, partecipazione, condivisione delle scelte che nei contenuti.

Invece sin da subito mi è sembrata un’amministrazione in CONTINUITA’ col passato più recente, che doveva salvaguardare posizioni che ci si era invece proposto di CAMBIARE.

Avrebbe asserito che tali revoche decretate e da decretare, sarebbero state condivise dai consiglieri di maggioranza. La maggior parte di questi con i quali ho avuto un informale confronto ha invece condannato tale azione che se pur è stata oggetto di un incontro nel quale il sindaco indicava come cura ai mali amministrativi l’azzeramento degli assessori rei (secondo lui) dell’andamento amministrativo non condiviso dei consiglieri comunale, a tale decisione si sarebbe dovuto e potuto arrivare dopo un confronto con l’intera compagine amministrativa (giunta e consiglieri e sindaco) che non è mai avvenuto.

Questo a dimostrazione che ha agito nel suo stile (altro che CAMBIAMENTO!) arrogante, autoritario e inadatto .

Secondo quanto affermato da lui, la goccia che lo avrebbe portato a revocarmi l’incarico di assessore, sarebbe stata una mia lettera del 14 giugno scorso indirizzata a giunta e segretario comunale in merito alla mancata adozione di una DGC per ricorrere in appello ad una sentenza del GdP riguardo sanzioni per violazioni al CdS emesse dal Corpo di Polizia Locale. Appello ritenuto opportuno dal C.te di P.L. anche per non incorrere nel danno erariale; e ciò come indicato con nota del C.te del gennaio 2019. (SEGUE DOCUMENTAZIONE A DIOSPOSIZIONE PER UNA VALITAZIONE DELLA GIUSTEZZA DELLA MIA
LETTERA).-

Tali revoche fatte e da fare sono solo un pretesto per coprire la sua inadeguatezza a svolgere la carica di sindaco, in quanto ritengo che tale compito andava e va svolto con maggiore partecipazione, confronto, condivisione democratica delle problematiche tutte. E non certamente in modo arrogante,e soprattutto AUTORITARIO come fin qui svolto dal sindaco.

Io ho avuto sempre sia con i colleghi della giunta che con i consiglieri comunali il massimo confronto, collaborazione e discussione degli argomenti, problematiche e relative soluzioni. Lui ha sempre evitato confronti, condivisioni e metodi democratici. Mentre ha imposto soluzioni con scarsi momenti di discussione, confronto e scelte democratiche delle soluzioni da adottare.

Se non ho abbandonato prima io l’incarico di assessore è perché speravo in un cambio di passo che doveva avvenire non cambiando gli assessori ma cambiando metodo che a me e alla maggior parte della cittadinanza sembrava più una continuità col passato che un cambiamento.-

A questo punto ritengo, per il bene del paese e affinche’ i tanti giovani consiglieri comunali non perdano credibilità e fiducia della gente, sia opportuno un ritorno alle urne.-

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *