Ambiente, Politica, Tricase

TRICASE, MEETUP 5 STELLE: IL SINDACO DELLE BUGIE – CITTADINI APRITE GLI OCCHI!

TRICASE – Il Sindaco Coppola non si ricandiderà ma è importante che i cittadini di Tricase si rendano conto fino all’ultimo di chi hanno continuato a votare negli ultimi 15 anni.
Lunedì scorso, nel programma “BUON POMERIGGIO” di Michele Cucuzza (TeleNorba), interrogato sull’impianto di affinamento delle acque reflue a fini irrigui (opera incompiuta tristemente presente nell’elenco regionale), il Sindaco di Tricase si conferma MENTITORE SERIALE affermando che:
– TUTTE le opere pubbliche vengono bloccate (per decenni, ndr) da contenziosi;
– l’impianto di affinamento si compone di una sola vasca per le acque depurate: non è vero e lo documentiamo nel video, le vasche sono due e la prima è per le acque piovane, esattamente come quella che vogliono costruire ex novo! Il Sindaco sul punto continua ad eludere le domande e non ci ha ancora spiegato perché costruiranno una vasca gemella per ben altri 750.000 euro;
– la Regione ha ammesso a finanziamento le opere di completamento dell’impianto: non è vero, ancora non sono state raggiunte le condizioni richieste (si smentisce da solo poco dopo augurandosi che la Regione conceda il finanziamento entro l’estate…. ma tanto lui “non ci sarà”! Un bel giochetto quello tentato dal Sindaco: lui afferma che se ne va avendo messo tutto in ordine, cosicché se il piano fallisce mica è colpa sua!);
– gli 8 MILIONI di euro per la costruzione di una condotta sottomarina sono una FAVOLA che esiste solo nella nostra testa: peccato che questa FAVOLA sia una previsione contenuta nel DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (vedi pagina 110 “realizzazione della condotta sottomarina per evitare il riversamento dei liquami nel canale del rio” http://www.comune.tricase.le.it/…/1_1dup2016-2018noteaggior… ), nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche (intervento n. 28 http://www.comune.tricase.le.it/…/1_interventiprogrammati.p… ) ed anche nelle comunicazioni dell’Assessore all’ambiente.
– la condotta sottomarina da 8.000.000 di euro servirebbe per “i giorni di pioggia”, in cui non è possibile (“lo sanno tutti”) irrigare…. Quindi, ricapitolando: arriveremo a depurare l’acqua “nera” a livelli tali da poterla usare per l’irrigazione agricola, finalmente avremo un sistema di depurazione delle acque piovane, ciononostante ci serve spendere 8.000.000 di euro per portare a largo della costa questa acqua di “alta qualità”…. Ci avete trovato un filo logico??? Noi ci proviamo invano da diversi anni!
CITTADINI DI TRICASE, GLI AFFABULATORI SERVONO A POCO E QUEL POCO CHE REALIZZANO NORMALMENTE SI TRADUCE IN UN DANNO PER IL TERRITORIO. PREPARATE GLI ANTICORPI PER LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE!

DI SEGUITO ALCUNI CHIARIMENTI RICHIESTI DAI CITTADINI SULLE POCHE PAROLE CHE FRANCESCA SODERO E’ RIUSCITA A PRONUNCIARE IN STUDIO:

DOMANDA: Il meetup è contrario o favorevole alla conclusione e all’entrata in funzione dell’impianto di affinamento delle acque reflue, bloccato da 10 anni?

RISPOSTA: Siamo convinti che i soldi siano stati spesi in modo pessimo ma d’altro canto l’opera è stata oramai realizzata e bisogna fare in modo di farla entrare in funzione. Noi abbiamo un’altra idea di gestione delle acque reflue, tuttavia non si può semplicemente pensare di archiviare un impianto di tali dimensioni, sarebbe una ferita inflitta al territorio inutilmente. Si potrà, al contrario, pensare di potenziare e migliorare con l’aiuto, questa volta, di tecnici realmente competenti. Si tratterà di essere responsabili e porre rimedio agli errori dei precedenti amministratori di Tricase e, nello specifico, delle varie amministrazioni targate Coppola.

DOMANDA: Perché Francesca pone la domanda sull’utilità dell’opera? Il meetup crede che sia un’opera inutile?

RISPOSTA: La domanda posta da Francesca è in realtà una provocazione indirizzata sia all’attuale Amministrazione Comunale (nello specifico all’attuale Sindaco che, nel 2004, decise di realizzarla) sia alla Regione. Non tutti conoscono le caratteristiche dell’impianto e del suo futuro funzionamento, pertanto vale la pena spiegarlo in sintesi.
L’impianto di affinamento nacque per consentire la rigenerazione delle acque reflue urbane attraverso un processo avanzato di depurazione, a potenziamento di quanto svolto dall’attuale depuratore comunale, tale da rendere possibile il riutilizzo delle acque depurate in agricoltura. E’ evidente che il riutilizzo delle acque sul suolo agricolo non possa avvenire se non con il consenso dei proprietari dei terreni, che dovranno inoltre sostenere dei costi (seppure esigui) per acquistare l’acqua. La raccolta delle disponibilità di tanti proprietari quanti sono gli ettari coperti dall’impianto di distribuzione delle acque depurate (per intenderci, tutti quelli raggiunti dai circa 15 km di canalizzazione visibile nelle campagne) si sta realizzando solo ora e su richiesta della Regione. In altre parole, la Regione ha chiesto al Comune di dimostrare che ci sono i presupposti affinché l’impianto entri effettivamente in funzione, diversamente non concederà i 450.000 euro per completarlo. È del tutto logico: se nessuno è disposto a comprare l’acqua depurata, a cosa servirebbe completare la struttura? Viene spontaneo chiedersi: perché i presupposti per l’effettivo funzionamento dell’impianto non sono stati verificati prima di concedere il finanziamento iniziale per la realizzazione? La risposta è altrettanto ovvia: perché ciò che è sempre interessato ai nostri amministratori è la possibilità di spendere e spandere il denaro pubblico, a prescindere dall’effettiva utilità di ciò che si andava a realizzare! E questo vale sia per il Sindaco Coppola che per la Regione, entrambi rei di non aver posto prima le basi per garantire l’utilità dell’impianto.
Al netto di tali considerazioni, condividiamo l’idea di fondo che ha ispirato la costruzione dell’impianto e cioè quella di depurare e riutilizzare le acque reflue, evitando lo scarico in mare di una risorsa così preziosa come l’acqua. Economia circolare ad impatto zero significa anche questo. Noi, tuttavia, non ragioniamo a suon di grandi opere calate dall’alto e preferiamo piuttosto programmare un lavoro di promozione di un percorso di crescita culturale sul tema dell’acqua che coinvolga tutti i cittadini. Tale percorso dovrebbe partire dalla diffusione di buone pratiche domestiche per il risparmio idrico, per passare all’impiantistica domestica e di prossimità per la depurazione e il riuso in loco delle acque depurate ed arrivare, solo come ultimo step, a ragionare sull’opportunità di realizzare opere di più grande dimensione. Inoltre, ci poniamo come obiettivo prioritario l’adozione di metodi naturali per la depurazione (fitodepurazione), che associano la bellezza del verde, delle piante e degli alberi, alla loro azione purificante dalle sostanze indesiderate.

DOMANDA: Perché Francesca insiste sulla terza vasca che verrà realizzata a breve? Il meetup crede che sia inutile?

RISPOSTA: Non abbiamo realmente compreso il perché si stia realizzando una vasca ex novo per il trattamento delle acque piovane (per inciso, le acque piovane attualmente vengono raccolte separatamente rispetto a quelle della fogna nera). L’impianto “bloccato” da 10 anni, infatti, comprende già una vasca per il trattamento delle acque piovane: se stanno tentando di sbloccarlo con il nuovo finanziamento regionale, non si capisce perché vogliano realizzare una gemella (o giù di lì) della vasca esistente. Un sospetto però c’è ed è che proprio sulla vasca esistente per il trattamento delle acque piovane sia stato commesso l’errore progettuale insanabile che ha determinato il mancato collaudo dell’intero impianto. Se così fosse, la circostanza dovrebbe essere denunciata apertamente e sarebbe di una gravità inaudita che il Comune ad oggi (come sembra) non abbia avviato nessuna azione giudiziaria contro i potenziali responsabili. Portare avanti un’opera di chiarezza sul punto sarebbe senz’altro un nostro obiettivo prioritario qualora diventassimo amministratori.

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