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Politica, Tricase

TRICASE: MEETUP 5 STELLE: UNA POLITICA INCOMPETENTE SPRECA SOLDI FREGANDOSENE DEI CITTADINI

Quando la politica è incompetente, sperpera soldi pubblici e se ne frega della salute di cittadini, animali e piante!!

Facciamo una premessa:

La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, può costituire un pericolo maggiore per l’uomo e gli altri animali.
I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale sono velenosi e, in alcuni casi, possono provocare gravi reazioni allergiche.

La processionaria del pino (nome scientifico Traumatocampa pityocampa) vive su tutte le specie di pino, sui cedri ornamentali e, seppure raramente, anche su altre conifere, quali l’abete rosso e la douglasia.

Durante l’estate le femmine adulte dell’insetto depongono sui rami più giovani le uova, dalle quali a fine stagione escono le larve neonate. Queste si nutrono mangiando gli aghi e si riuniscono tra loro costruendo sui rami nidi sempre più grandi.

All’inizio dell’inverno le larve formano il nido definitivo, all’interno del quale si proteggono dai freddi invernali. Il nido definitivo è il classico bozzo bianco che si intravede appeso sui rami di pino a mo’ di addobbo natalizio. E’ questo il periodo in cui va effettuata la lotta con la rimozione dei nidi.

Quando la temperatura ambientale diventa più mite, indicativamente tra marzo e aprile, le larve escono dai nidi, scendono in processione lungo il tronco degli alberi e raggiungono un luogo adatto del suolo dove interrarsi e formare la crisalide (sotto terra), per cui la rimozione dei nidi in questo mese è inutile in quanto sono vuoti e le larve sono già sotto terra pronte a trasformarsi in farfalle.

Pertanto il periodo giusto per una lotta efficace è da gennaio a febbraio quando i bruchi sono in letargo tra i bozzi. Tuttti gli altri interventi sono inutili e servono solo a rimuovere nidi vuoti con dispendio di risorse e uomini.

Tutti i comuni della provincia si sono mossi per tempo attenendosi alle istruzioni scientifiche di prevenzione.

Purtroppo l’amministrazione tricasina anche in questo caso si rivela incompetente e menefreghista della salute pubblica, sperperando inutilmente i soldi dei cittadini. Infatti, dopo che le larve hanno lasciato i loro nidi e sono volate via sotto forma di farfalla, il Comune di Tricase impegna la spesa per l’affidamento dei lavori per togliere i nidi ormai vuoti.

Ecco la determina datata 4 Marzo 2016 !!

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