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Cronaca, Politica, Tricase

TRICASE, PIAZZE E RAGAZZI…

di Nunzio Dell’Abate  (pubblicato su Il Volantino)

La vibrante missiva di Don Donato, pubblicata sull’ultimo numero del Volantino, e le sempre più frequenti rimostranze di cittadini e turisti sui social hanno acceso un forte dibattito in merito allo scorazzare indiscriminato di ragazzi sulle piazze Cappuccini e Pisanelli con pallone, bici pattini ed altro del genere al seguito.

Da una parte, c’è chi richiama al rispetto delle norme e della libera fruizione delle piazze senza timore per la propria incolumità e dall’altra chi stigmatizza l’assenza di spazi pubblici dedicati ove i genitori possano con spensieratezza far divertire i propri figli.
Entrambe le posizioni sono condivisibili.

Ora se piazza Pisanelli non si presta affatto, piazza Cappuccini, attesa la sua conformazione ed estensione, potrebbe consentire l’esercizio di qualche attività ludica, se opportunamente rivisitata e regolamentata. Sicuramente vanno predisposte le dovute accortezze per preservare il luogo di culto, magari mediante una fascia di rispetto come suggeriva Don Donato. Rispetto alle altre chiese, quella di Sant’Antonio è completamente sprovvista di sagrato o di altro manufatto protettivo e quindi maggiormente esposta.

Ci sono poi due aree urbane attigue alle predette piazze che potrebbero essere destinate per i più giovani: lo spiazzo retrostante il Convento dei Cappuccini ed il giardino dell’asilo “Tommaso Caputo”.

Il primo potrebbe essere ripensato come un campo polivalente per esercitare, in modo estemporaneo, varie attività ludico-sportive, nel rispetto degli orari di celebrazione delle funzioni religiose.

L’altro invece, già delimitato e oggetto di un recente intervento di riqualificazione, potrebbe ospitare un ben attrezzato parco giochi fruibile nelle ore pomeridiane e serali.
In entrambe le ipotesi, l’utilizzo dei predetti spazi dovrebbe passare da una apposita convenzione con il Comune. Gestione e custodia potrebbero essere affidate, di comune accordo, a una cooperativa di giovani o ad una o più delle associazioni operanti in città.

Con una iniziativa del genere i genitori manterrebbero le stesse abitudini di frequentazione delle due piazze, esaudendo nel contempo senza intralcio alcuno le naturali esigenze dei propri ragazzi.

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