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Solidarieta', Tricase

TRICASE – PICCOLI SAHARAWI, DAL DESERTO ALGERINO AL SALENTO PER LE CURE SANITARIE.

Riproponiamo l’interessante articolo comparso ieri su Corrieresociale.it nella sezione Buone Notizie riguardante il progetto di accoglienza dell’associazione di volontariato TreGiridite onlus con il sostegno dell’8permille della Chiesa Valdese.
di Emiliano Moccia.

I due bambini fanno parte del gruppo composto da cinque piccoli Saharawi bisognosi di cure che, dal primo luglio al 24 agosto, sono stati accolti a Santa Maria di Leuca (Lecce) dall’associazione di volontariato «tregiriditè onlus» con il sostegno dell’8permille della Chiesa Valdese. Un patto di solidarietà stretto tra il Salento ed il popolo del deserto algerino nell’ambito del progetto «Piccoli Saharawi tra noi», promosso in collaborazione con l’associazione «Rio de Oro onlus», che attraverso i suoi cooperanti impegnati direttamente nei campi profughi individua i bambini che nel deserto non possono accedere alle cure di cui necessitano per portarli in Italia.

Il progetto di accoglienza

Oltre ad Addad e Gleila, nei due mesi appena trascorsi, i volontari della onlus di Tricase hanno ospitato anche Mahmoud (9 anni), Nasra (12 anni) ed Abdallah (13 anni) e Gleila (8 anni) presso il villaggio Arcobaleno messo a disposizione dal Comune di Tricase e dall’Asl di Lecce-Distretto di Gagliano del Capo. Al termine del periodo di accoglienza, Addad e Gleila sono rimasti in Italia per continuare il loro percorso di cura ed avere maggiori prospettive di vita.

Il primo, infatti, è rimasto a Tricase per inseguire il sogno di camminare da solo grazie a un percorso riabilitativo chinesiterapico-psicoterapico avviato nel Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo; la piccola, invece, è già stata trasferita a Roma dove sarà seguita da un’equipé specializzata dell’I. F. O. – Istituti Fisioterapici Ospedalieri, poiché necessita di un intervento di trapianto osseo particolarmente delicato e di un lungo percorso di fisioterapia senza il quale rischia di perdere la gamba. Del resto, l’obiettivo che accomuna «tregiriditè onlus» e «Rio de Oro onlus» è proprio quello di portare assistenza medica in territori difficilmente accessibili, come il deserto algerino, e migliorare la qualità della vita di queste popolazioni, con un’attenzione particolare per i bambini.

Rossana, una vita nel deserto

Ed un’attenzione particolare a questo popolo del deserto è data da Rossana Berini, la cooperante che di «Rio de Oro onlus»che lavora da diversi anni nei campi profughi dei rifugiati Saharawi confinati nell’Hammada, una delle zone più aride e calde della Terra. Una scelta di vita radicale, etica, nata «dopo vent’anni di lavoro estivo con i bambini e con l’essere stata, sin da piccola, con le persone più emarginate, più bisognose. Nel 1999 ho conosciuto anche il mondo dei Saharawi e ho visto la possibilità di poter fare quel volontariato nel territorio, che altre esperienze non mi consentivano».

E così, nel 2008 Rossana ha anche ristrutturato l’ex-ospedale di Bol-la che è diventato un punto di riferimento per i bambini e le famiglie con casi di malattie e disabilità. La speranza, comunque, per il popolo Saharawi è di tornare nella loro terra, perché «l’emergenza è sicuramente quella sanitaria legata particolar modo ai bambini e la vita sociale delle persone, la quotidianità dei giovani, che non hanno più prospettive, senza aver idea di quello che sarà il loro futuro, dove potranno vivere. Perché il deserto è così: crea e distrugge, crea e distrugge, e così è un po’ la loro vita. Tutto è precario».

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