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Cronaca, Politica, Tricase

TRICASE, SINISTRI STRADALI: LA CORTE DEI CONTI CONDANNA SINDACO E GIUNTA

TRICASE – Affidare la gestione dei sinistri ad una societa’ esterna, la AS srl non era la cosa piu’ opportuna da fare secondo la Corte dei Conti di Bari che ha condannato il sindaco di Tricase, Antonio Giuseppe Coppola, gli assessori Maria Assunta Panico, Giacomo Elia, Adolfo Scolozzi e Sergio Fracasso, e il responsabile del settore Amministrazione generale, Maria Rosaria Panico, a rimborsare la somma di 6mila e 400 euro comprensive di spese di giudizio.

Per la Corte dei Conti  sarebbe stata “accertata l’illegittimità della delibera e del conseguente affidamento”. Aggiungendo: “Risulta palese che tali atti hanno prodotto un danno al Comune conseguente all’ingiustificata spesa posta a carico del bilancio comunale per un affidamento illegittimo”. E specificando che tale danno è quantificabile nell’intero esborso in favore della società, “in quanto l’ente danneggiato non ha tratto alcuna utilità”.

Il tutto nasce in seguito alla denuncia del comandante della Polizia Locale, Luigi Muci alla Procura regionale della Corte dei Conti. Il comandante riteneva che  i compiti attribuiti in modo diretto alla societa’ AS srl con delibera nr. 123 del 2013 potessero essere eseguiti dalla Polizia Municipale o da altre forze di polizia

La Corte dei Conti ritiene che sia stato pagato un soggetto esterno in modo indebito per prestazioni che avrebbe dovuto svolgere o l’ufficio contenzioso del Comune di Tricase o la Polizia Locale, ribadendo altresi’ che solo nel caso in cui il Comune dimostri effettivamente di non avere personale in organico si possono affidare tali incarichi a soggetti privati esterni.

Sempre secondo la Corte dei Conti l’amministrazione comunale non avrebbe svolto una adeguata verifica sul personale interno per vedere se ci fossero i presupposti per evitare ulteriore aggravio dei costi sulla casse comunali.

Difatti la stessa Corte ha rilevato la presenza di 14 agenti di polizia locale un ufficio contenzioso e un ufficio lavori pubblici e non sarebbe emersa una mole di lavoro tale da giustificare l’incarico esterno.

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