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Salento, Tricase, Turismo

Tricase, Tutino: 5 agosto2016 Riti e Sapori intorno al MENHIR….. più di una SAGRA!!!

TRICASE – Venerdì 5 agosto 2016 l’Associazione La Culonna di Tutino presenta Riti e Sapori intorno al Menhir… più di una SAGRA. 

PECULIARITA’ DI QUESTO EVENTO:

-La Sana Cucina: L’esaltazione dei sapori garantita dall’impiego di alimenti tipici del luogo, rigorosamente freschi, genuini e di stagione!
-La Buona Musica: Grande spazio alle musicalità tipiche salentine…e non solo con la presenza di:
Io, Francesco e Rino – Gaetano Cortese con la straordinaria partecipazione di Roberto Brigante;  Largo Menhir – Ore 22.00 (Diretta Mondoradio)
– IONICA ARANEA Largo Menhir – Ore 23.00 (Diretta Mondoradio)
– School of Rock – Concerto Live  Largo Fossato Castello – Ore 22.30:

-La Conoscenza Dei Luoghi: saranno garantite visite guidate gratuite al castello dei Trane, alla Chiesa parrocchiale “Madonna delle Grazie”, alla Chiesa di “San. Gaetano” (sede della più antica confraternita del Capo di Leuca), da visitare lungo il percorso della Sagra.
L’Antiquariato Locale :si ripete anche quest’anno il mercatino dell’antiquariato lungo il fossato del Castello di Tutino.

-L’Attenzione per i Bambini: Piazza Castello sarà tutta per loro con il Caravan del CLOWN LA COSTE che intratterrà i più piccini con i suoi spettacoli.
Proiezioni: documentari (s)conosciuti sul Salento (Atrio del Castello)

-Il Mercatino a KM 0: spazio alle genuine produzioni artigianali, artistiche e agroalimentari tipiche locali;

-Fotemozioni… : mostra fotografica a cura di Costantino De Giuseppe -Esibizioni itineranti

LE SPECIALITA’ GASTRONOMICHE:

Tutino è conosciuto come il “paese di paparussi” (dei peperoni) e questo, insieme agli altri ortaggi di stagione, diventa il filo conduttore dell’offerta culinaria di tutta la sagra!
Frise di orzo e di grano condite con pomodori freschi (oppure con peperoni e melanzane a scelta)
Peperoni arrostiti con capperi, olio EVO (extravergine d’oliva), origano, ecc. – Pane casereccio;
Peperoni fritti in olio EVO – Pane casereccio;
Peperoni “alla salsa”o “alla poverella” (con mollica di pane e aceto) – Pane casereccio;
“Sciuttiddu” di peperoni con melanzane, pomodori, olive e aromi – Pane casereccio;
Melanzane grigliate con capperi, olio EVO, origano, ecc. – Pane casereccio;
Melanzane fritte in olio EVO – Pane casereccio;
Melanzane “alla salsa”o “alla poverella” (con mollica di pane e aceto) – Pane casereccio;
Pizze rustiche al pomodoro, alle verdure;
“Pittule” tradizionali salentine;
“Pittule” alla pizzaiola (con pomodori, capperini, ecc.);
“Cicuredde e fave nette” (cicorie di campo con purè di fave) e puccetta con olive nere;
“Cicuredde” con pezzetti di carne di maiale (leggermente piccante);
Orecchiette e “minchiareddi” (Pasta fresca fatta in casa) al sugo di pomodoro;
Orecchiette e “minchiareddi” con la ricotta forte;
Orecchiette e “minchiareddi” alla Tutinara con sugo di peperoni e salsiccia “a punta di coltello” (piatto esclusivo);
Salsiccia grigliata (nel panino o in piatto a richiesta);
Capocollo grigliato (nel panino o in piatto a richiesta);
Pezzetti di carne di cavallo al sugo di pomodoro (nel panino o in piatto a richiesta);
Dolci caserecci: crostate con marmellate di frutta, “mustazzoli” salentini, ciambelle al limone, torte;
Frutta fresca: mix di angurie, meloni gialli, uva bianca e nera e fichi d’india;
Gelato: Spumone salentino di produzione locale:
Rosoli: Limoncello, Nocino e poi a base di Alloro, Basilico, Mirto, Finocchio.
Caffè.
BIBITE FRESCHE: Vino rosso locale (Negramaro), Acqua, Birra alla spina, Bibite in lattina.
OLIO: Tutte le specialità sono preparate con olio extravergine di produzione certificata locale;
VINO: Negramaro da qualificate Cantine del Salento;
PANE E FRISE: Prodotti in forno a legna tradizionale con l’impiego di farine di grano duro.

IL BORGO – TUTINO 

Il nome Tutino ha origine dall’osco “touto” che significa borgata, città o dal latino “toti in unum” (tutti per uno). Lo stemma civico posto sotto l’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale raffigura una mano che stringe un grappolo d’uva.

Il territorio di Tutino, ricco di acqua sorgiva poco profonda, è stato abitato sin dall’antichità. Lo testimoniano i numerosi reperti di epoca romana rinvenuti intorno all’attuale nicchia della Madonna di Leuca. Altre tracce dell’antichità di Tutino sono sull’altura dove è sistuata la Cappella della Madonna della Pietà. Scavate nella roccia sono visibili delle tombe di epoca medievale. Le prime notizie storiche del Casale di Tutino risalgo al 1275 quando re Carlo D’Angiò confermò a Guglielmo Pisanello, appartenente ad un’antica e nobile famiglia di origine normanna, tutti i feudi posseduti dal padre.

Nel 1480 Tutino era compreso nella Contea di Alessano. Dopo alterne vicende il feudo, nel 1573, giunse nelle mani di Luigi Trane, dono di Andrea Gonzaga. I Trane costruirono e ampliarono il castello, ma non ebbero qui lunga dimora. Nel 1653 Luigi Trane vendette il feudo a Stefano Gallone, principe di Tricase. Il neo-principato di Tricase comprendeva inoltre: Salve, Andrano, Supersano con il Bosco del Belvedere, Nociglia, Caprarica, Depressa, Torricella e altri feudi disabitati. I Gallone conservarono il titolo di baroni di Tutino sino all’abolizione della feudalità (1806).

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Il castello di Tutino fu costruito verso la fine del ‘500 e all’origine il fossato antistante circondava il nucleo centrale. La cinta muraria ed il fossato sono perciò più antichi del castello; la cinta muraria è alta dai 6 ai 7 metri ed è spessa un metro e mezzo circa. Era rafforzata da ben nove torri di cui ne rimangono, attualmente, solo cinque. Il castello, prospiciente la piazza omonima, venne edificato nel 1580 da Don Luigi Trane, come recita l’epigrafe posta sulla facciata. Sopra il portne d’ingresso è ancora possibile vedere lo stemma dei Trane. Il materiale utilizzato è il carparo giallastro, le finestre sono in pietra leccese e su quelle più antiche sono incise delle massime ancora perfettamente leggibili. La parte meglio conservata del castello è quella posteriore rivolta ad est.

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