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Ambiente, Religione

TRIVELLE – LA CONSULTA DIOCESANA: “ECCO 5 BUONI MOTIVI PER VOTARE “SI”

Il Direttivo della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Ugento – S.Maria di Leuca, organismo nel quale sono rappresentate tutte le realtà organizzate dei laici impegnati nell’apostolato, intende esprimere alcune considerazioni sulla prossima consultazione referendaria del 17 APRILE riguardante l’abrogazione delle norme giuridiche che consentono il funzionamento delle trivelle già attive fino all’esaurimento dei relativi giacimenti.

1) La Consulta già si era espressa sull’importanza della salvaguardia e della tutela dell’ambiente, con una lettera aperta del 2 DICEMBRE 2014 inviata all’on.le Gian Luca Galletti, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a firma dell’allora Delegato Vescovile, don Flavio Ferraro, del presidente Enea Scarlino (entrambi in rappresentanza della Consulta) e dal Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone unitamente ai Sindaci dei Comuni di Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase, Ugento, tutti facenti parte del territorio della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca.

2) La partecipazione ad una consultazione referendaria, così come ad ogni altra forma di diritto civile o politico, deve essere esercitata comunque in quanto espressione della volontà personale di decidere senza delegare ad altri questo compito, o questa responsabilità.

3) L’argomento oggetto del prossimo referendum, al di là di quelli che possono essere gli schieramenti di parte, è di interesse comune e niente o nessuno può impedire ai cittadini di esprimere il proprio parere. “La salvaguardia dell’ambiente (…) è un tema così delicato che dovrebbe essere trattato indipendentemente dagli interessi di parte. Il “tutto è superiore alla parte” è il principio indicato da Papa Francesco in Evangelii Gaudium e Laudato si’.” (S.E. mons. Vito Angiuli, intervista pubblicata il 21/06/2016 su “ZENIT” Agenzia on-line di informazione internazionale noprofit).

Ci sono rischi di impatto su tre aspetti: • ambientale – derivante dal rischio del malfunzionamento degli impianti o dalle tecniche usate per la prospezione del mare, • paesaggistico – con la presenza di tanti impianti che deturpano il paesaggio, • turistico (come conseguenza dei primi due) – che per i nostri territori rappresenta più che una possibilità di sviluppo economico.

4) Nella citata lettera del 02/12/2014 venivano posti alcuni interrogativi che, sicuramente, hanno valore anche nell’attuale fase di discernimento e ai quali tutte le persone, e i cattolici in particolare, dovrebbero dare una risposta. Noi le riproponiamo all’attenzione di tutti.

• La questione economica si salda con quella etica e antropologica. La politica e l’economia sono a servizio della promozione integrale della persona umana? • L’ambiente vitale in cui l’uomo cresce e si edifica come persona e come società è salvaguardato dal pericolo dell’inquinamento fisico, morale e spirituale? • Alla base di ogni disastro umano e ambientale non agisce forse la sete di guadagno che considera il mondo e l’uomo non come entità da servire e da amare ma solamente da sfruttare?

5) Tutti abbiamo la responsabilità della “casa comune” che è il Creato affidatoci dal Signore: desideriamo sperare che ogni persona esprima il proprio parere in questa consultazione referendaria e che tutti i nostri governanti sappiano fare sempre le scelte più giuste per tutelare l’ambiente e il benessere di tutti i cittadini.

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