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ULIVI E XYLELLA: NUOVO RINVIO PER IL PIANO ANTI XYLELLA, SI TORNA A BRUXELLES PER TRATTARE ANCORA CON L’UE.

  
Molto probabilmente, non sarà neanche il 15 settembre la data utile per lanciare il piano nazionale anti Xylella. Se è vero che al Ministero delle Risorse agricole si riunisce il Comitato  fitosanitario, è anche vero che l’organismo – composto dai rappresentanti degli Osservatori di tutte le regioni – non avrà di che decidere per quanto riguarda l’emergenza ulivi. Ad oggi infatti non è stato ancora nominato il comitato scientifico deciso nella riunione di fine agosto; esso dovrebbe stabilire obiettivi, distribuire i compiti e stendere alla fine la relazione che sarà alla base degli interventi su scala nazionale.

Le carte in tavola, del resto, sono cambiate per volontà del Governo e della Regione Puglia che vogliono
tornare a trattare con Bruxelles su basi diverse rispetto a quelle ufficializzate con la “Decisione di esecuzione” del 23 luglio scorso, quella che stabiliva l’eradicamento degli alberi in maniera massiccia pur di bloccare l’espansione del contagio. Infatti, “stante la diffusione dell’infezione allargata a gran parte della Provincia di Lecce, si è deciso di aprire una nuova fase di confronto con la Commissione Ue”.                               Questa decisione, se ha raccolto il plauso delle associazioni che si erano immediatamente schierate contro gli abbattimenti in massa delle piante infette (ulivi ma anche ciliegi, mandorli, oleandri, acacie…), ha fatto arrabbiare le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, che hanno parlato chiaramente di grave perdita di tempo mentre il morbo avanza.                                                                                                                     Dice il Ministero: “Le indagini genetiche, condotte in collaborazione con i maggiori esperti mondiali di Xylella, hanno confermato che il ceppo identificato a Lecce è da ritenersi una variante atipica della sub specie ‘pauca’” di provenienza dal Centro America”.
Dalla Regione intanto sono venute di recente due decisioni: la prima – unanime – tendente a scoraggiare eventuali speculazioni edilizie su terreni con ulivi secolari da abbattere; la seconda è l’ulteriore stanziamento di 2 milioni  che si aggiungono ai 4 già disponibili, con la richiesta al Governo di decretare lo stato di emergenza.

fonte: Piazzasalento

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