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Agricoltura, Curiosita', Salento

ULIVI: IL MISTERO DEL VORTICE!

La spirale/elica rappresenta un complesso di figure geometriche ben studiate dalla matematica e che è possibile riscontrare innumerevoli volte nel mondo naturale.

di Oreste Caroppo

Osservando gli annosi ulivi salentini dai contorti tronchi, è possibile riconoscere sovente in essi un andamento vorticoso, spiraleggiante, come di un’ elica che si sviluppa dall’ alto verso il basso, dalla terra al cielo.

La pratica detta della “slurpatura” effettuata dai contadini salentini e consistente nel ripulire gli ulivi dal legno morto marcescente al loro interno, come profilassi agronomica, ha creato poi strutture quasi artistiche suggestive semi-naturali quali quelle del plurisecolare albero in questa foto, che non mancano però di evidenziare ancora di più questo andamento spiraleggiante naturale di certi olivi.

La spirale/elica rappresenta un complesso di figure geometriche ben studiate dalla matematica e che è possibile riscontrare innumerevoli volte nel mondo naturale, dai moti di particelle subatomiche, alla struttura di alcune molecole anche organiche come il DNA, nei moti di corpi solidi, delle masse di fluido, acqua (vortici, mulinelli, ecc.) e aria (nei cicloni, anticicloni, tornadi, ecc.), nel macro-mondo biologico (dalle conchiglie dei molluschi, alla struttura della coclea nell’ orecchio umano, alle distribuzioni di alcune loro componenti all’ interno di certe piante, ecc.), fin nelle strutture delle galassie dette appunto a spirale; dal microcosmo al macrocosmo. Nella fisica meccanica e nell’ elettromagnetismo. Anche nell’ arte umana sin da tempi preistorici fino ai nostri giorni ritroviamo il motivo artistico magico e decorativo della spirale, tanto grande è la suggestione che queste figure geometriche esercitano sull’ animo umano.

Osservandola comparire tante volte nella Natura esterna e nel suo stesso pensiero astratto, in molteplici contesti anche molto differenti, l’ uomo ha spesso tentato filisoficamente di individuare nella spirale una sorta di possibile principio primo, come chiave di decodificazione della Natura, ma in realtà più approfonditi studi di matematica e fisica mostrano come la spirale sia essa stessa il prodotto di leggi, forze ancora più elementari, composizione di punti; e nella biologia, il prodotto di leggi evoluzionistiche volte all’ efficienza-ottimizzazione, che, ancorate sulle proprietà matematiche della spirale, ne permettono di comprendere la comparsa; ad esempio si pensi alle osservazioni e scoperte della fillotassi dal greco “taxis” = ordine, la branca della botanica preposta allo studio dell’ ordine con cui le varie entità botaniche, come foglie, fiori, etc., vengono distribuite nello spazio, conferendo una struttura geometrica alle piante; di estremo interesse si è osservata essere nella morfogenesi, (il processo di costruzione delle piante e delle loro parti), la comparsa di schemi riconducibili alla spirale; la fillotassi con ordine secondo uno schema a spirale nel caso della distribuzione delle foglie su uno stelo si ritiene una conseguenza dell’ evoluzione volta ad ottimizzare l’ assorbimento della luce da parte della pianta consentendo in tal modo alle foglie di non farsi ombra, o minimizzare l’ ombra, l’ una con le altre.

Tornando agli Ulivi interroghiamoci su quale potrebbe essere, l’ origine ed eventualmente anche la funzione-utilità, di un tale andamento spiraleggiante nel tronco che si osserva palese in numerosissimi esemplari.

L’ andamento spiraleggiante ha forse una funzione di tipo strutturale, per meglio reggere il peso, rispondere ai sismi, o resistere ai venti in relazione a quelle che sono le tipiche forme e dimensioni della specie vegetale arborea?
In tal caso si tratterebbe di un una caratteristica genetica e/o fenotipica.
Quando questi andamenti spiraleggiante si manifestano anche a livello esterno nella forma complessiva della corteccia, (come nel caso qui in foto), essi potrebbero contribuire anche a smorzare pericolosi effetti dinamici del vento; studi di fluidodinamica computazionale (CFD) e test nella galleria del vento hanno dimostrato che una torre con un profilo leggermente irregolare sarebbe la più efficace nel mitigare il distacco dei vortici, un fenomeno che crea vortici di vento e induce uno stato deformativo pericoloso e indesiderabile, se la forma della torre cambia nel suo dispiegarsi verso l’ alto, la formazione di vortici organizzati è interrotto.

Tali andamenti spiraleggiante si osservono però non solo negli ulivi, come si può constatare nello stesso Salento, ma anche in altre specie arboree, e mi è capitato di osservare l’ andamento spiraleggiante anche nel legno di alcuni drittissimi tronchi cilindrici di pino domestico secchi, caratteristica questa che non si distingue quando sono ricoperti di corteccia.

Ora, fermo restando le possibili utilità biologiche per l’ albero di un andamento talvolta spiraleggiante delle sue fibre di legno, ci chiediamo se si tratta di una caratteristica codificata già nei geni e solo da essi guidata, o se è l’ ambiente esterno a favorire nel corso della crescita questo andamento spiraleggiante.

Si tratta forse dell’ effetto di alcuni venti dominanti nel luogo di crescita, capaci di dar localmente sull’ albero dei gradienti tali da imprimere una certa torsione nella sua crescita?

Può essere una conseguenza macroscopica sullo sviluppo del tronco, della particolare fillotassi della disposizione delle sue foglie sugli steli che è ispirata a schemi di fondo spiraleggianti, (disposizione che si ritrova già nel meristema apicale, da cui vengono originati gli organi fogliari)?

A questo punto è opportuno effettuare una considerazione: l’ andamento spiraleggiante dal basso verso l’ alto può avvenire in realtà in due modi ben distinti, o in senso cosiddetto destrogiro (destrorso) o in senso levogiro (sinistrorso).
Se posti davanti ad un ulivo a elica è nel senso verso destra che, ruotando intorno all’ ulivo (rotazione antioraria detta, se vista dall’ alto), essa sale verso l’ alto, quella è dunque un’ elica destrogira,
viceversa
se posti davanti ad un ulivo a elica è nel senso verso sinistra che, ruotando intorno all’ ulivo (rotazione oraria detta, se vista dall’ alto), essa sale verso l’ alto, quella è dunque un’ elica levogira.
Stesso discorso vale ad esempio per l’ andamento del filetto spiraleggiante intorno a una vite.

Ora l’ ulivo qui in foto ha un andamento levogiro della sua elica, e nello stesso uliveto anche altri ulivi spiraleggiante prossimi erano ad andamento levogiro.
Osservando gli ulivi spiraleggiante salentini si constata come la maggior parte di essi siano levogiri,
(se ad esempio si digita sul motore di ricerca internet Google “ulivi Salento”, si osserva come a fronte di una foto di ulivo con verso spiraleggiante destrogiro, – pur dunque da verificare se non sia stata invertita a specchio-, si osservano decine di foto di altri olivi con senso spiraleggiante levogiro, che appare dunque anche da questo semplice test come dominante in Salento),
difficile dunque immaginare che la scelta del senso del moto vorticoso di crescita negli ulivi salentini sia casuale; difficile immaginare che la spiegazione del vento dominante in ciascun luogo possa essere quella valida per spiegare tutti questi casi.
Se in tutto il mondo tutti gli ulivi tendono a spiraleggiare per la maggior parte nel senso levogiro allora è possibile immaginare una spiegazione interamente genetica.
Ma …
mi colpì anni fa un servizio sugli ulivi salentini andato in onda in tv, nel quale un agronomo salentino faceva notare l’ andamento spiraleggiante dei nostri Ulivi, e diceva che il verso tipico di tale spiraleggiamento era quello levogiro nell’ emisfero settentrionale (o Boreale detto) del globo terrestre, emisfero del quale fa parte il Salento, mentre negli ulivi in Australia e più in generale nell’ emisfero meridionale (o Australe detto), lì piantati dai coloni europei in aree poste nelle fasce temperate speculari rispetto all’ equatore a quelle del bacino del Mediterraneo, l’ andamento spiraleggiante tipico era quello opposto, ovvero il destrogiro.

Ora, se così fosse, la spiegazione della vorticosità degli ulivi deve essere necessariamente legata a quelle che sono le caratteristiche di moti e fenomeni terrestri.

Due o tre allora le possibili spiegazioni da vagliare:

– ) o un qualche effetto dovuto a quella che viene chiamata la apparente Forza di Coriolis e che spiega il perché, nei moti delle masse d’ aria della troposfera, i cicloni e anticicloni, caratterizzati rispettivamente da moti ascendenti e discendenti dell’ aria, hanno versi rispettivamente antiorari ed orari nell’ emisfero settentrionale e versi opposti nell’ emisfero meridionale.
Per ragioni fisico atmosferiche simili la maggior parte dei tornado, (le trombe d’ aria che si osservano anche sovente in Salento su terraferma e in mare, quando si muovono sul mare vengono chiamate anche trombe d’ acqua o trombe marine), ruota in senso antiorario nell’ emisfero boreale e in senso orario in quello australe, ma talvolta tale comportamento può essere invertito.
In questo caso se volessimo fare dei paragoni con l’ ulivo dovremmo considerare i moti di fluidi che si sviluppano al suo interno e che vedono in prevalenza l’ ascensione della cosiddetta linfa grezza, contenente sali minerali e soprattutto acqua che l’ albero aspira dal terreno quasi come un’ idrovora e porta verso l’ alto lungo il suo tronco fino alle foglie, dove viene in parte fatta evaporare attraverso gli stomi nel fenomeno detto della traspirazione.
Ma proprio in questo parallelismo con la vorticosità dei tornado atmosferici notiamo una discrepanza: infatti mentre nel nostro emisfero settentrionale i tornado hanno sovente la componente rotazionale di loro violenti venti in senso antiorario, venti che hanno inoltre la caratteristica componente ascensionale nel tornado, che per questo si caratterizza per la sua capacità di risucchiare acqua e anche oggetti molto pesanti, facendoli volare in alto strappandoli dal suolo, i nostri ulivi salentini quando spiraleggianti nella loro crescita, mostrano sovente un senso di rotazione orario;

-) un qualche effetto elettrico-magnetico, ad esempio legato a qualche interazione con il campo magnetico terrestre, grossomodo orientato con i suoi poli magnetici Nord-Sud come l’ asse di rotazione terrestre, a parte qualche scarto, e tenendo conto che le linee di forza del campo magnetico vanno da un polo all’ altro e le particelle cariche tendono a spiraleggiare nel loro moto attorno alle linee del campo;

-) oppure la spiegazione potrebbe essere più semplicemente legata al diverso percorso apparente tracciato nel cielo dal Sole, per chi lo osserva relativamente dall’ emisfero settentrionale o dall’ emisfero meridionale.
Da entrambi i due possibili punti di vista il percorso diurno del Sole lo vede sorgere a est e tramontare ad ovest, ma mentre nell’ emisfero settentrionale nel suo percorso il Sole si mantiene sempre basso verso sud, nell’ emisfero settentrionale nel suo percorso il Sole si mantiene sempre basso verso nord.
Tutto questo potrebbe spiegare la diversa vorticosità degli Ulivi nei due emisferi forse correlando il tutto, nella loro crescita ascendente, al fenomeno detto in fisiologia vegetale eliotropismo, che indica il movimento di organi vegetali che tende ad orientare le foglie o i fiori nella direzione del Sole (Elios in greco). Si tratta di un aspetto particolare di tropismo, detto fototropismo, cioè di accrescimento guidato da uno stimolo luminoso, fenomeno tipico delle piante. Può essere positivo (movimento orientato verso la luce solare, per esempio nelle parti aeree) o negativo (movimento orientato in verso opposto, per esempio nelle radici).
L’ eliotropismo potrebbe forse in qualche modo spiegare l’ accrescimento con torsione sinistrorsa prevalente degli ulivi nel nostro emisfero settentrionale, e con torsione destrorsa prevalente degli ulivi nell’ emisfero meridionale.

Il quesito è aperto alle riflessioni, alle osservazioni e ai contributi di tutti,
in merito mi piace ricordare come guida quello che è uno dei più importanti principi della filosofia scientifica dello scienziato Isaac Newton: la Natura è semplice!

Foto realizzata in un sanissimo rigoglioso e carico di fiori oliveto plurisecolare di cultivar tipiche salentine di ulivo, nell’ area della Serra di Montevergine in feudo di Palmariggi (Lecce), nel pomeriggio del 4 giugno 2017.

Testi e foto di

Oreste Caroppo

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