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Ambiente, Politica, Rifiuti, Tricase

UN CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI RIFIUTI A DEPRESSA

Di Nunzio Dell’Abate
La Giunta Comunale ha deliberato di realizzare un ecocentro a Depressa per dotare la frazione di un centro comunale per il conferimento differenziato di rifiuti.

L’intervento ha un costo di € 310.000 e ne è stata richiesta la copertura economica alla Regione, con una quota di cofinanziamento a carico del Comune per € 10.000.

In un primo momento il centro di raccolta era stato previsto nel terreno comunale di via Erriquez di fronte all’ex edificio scolastico, poi si è optato per l’ex discarica comunale in piena campagna di Depressa, località Macchia del Ponente.

Recuperare e rifunzionalizzare immobili/terreni comunali è sempre ottima cosa, ma la tipologia dell’intervento nel caso specifico non è tanto felice.

Per raggiungere il futuro centro di raccolta di rifiuti, occorre percorrere per un bel po’ la provinciale Depressa-Castiglione e poi, attraverso uno svincolo, una lunga ed angusta stradina di campagna. Probabilmente, dal centro di Depressa, si fa prima a raggiungere l’ecocentro comunale sito alle spalle dell’ex calzaturificio Adelchi.

Per la verità, sarebbe preferibile incentivare con ogni mezzo l’utilizzo dell’ecocentro di Tricase, poco fruito forse anche per i ristretti orari di apertura (due/tre ore al giorno festivi esclusi). Si tratta di una struttura di una certa dimensione, ben localizzata ed attrezzata, che a regime soddisferebbe di gran lunga le esigenze dell’intero territorio.

Per l’ex discarica di via Macchia del Ponente, si potrebbe pensare ad un’altra destinazione, magari più rispondente alle attuali aspettative della frazione che ha necessità di ringiovanire e di costituire un attrattore nel panorama turistico salentino.

Considerato il consistente avvallamento di una parte del terreno, potrebbe realizzarsi un laghetto artificiale attraverso la raccolta delle acque piovane della frazione, che a tutt’oggi non ha la fogna bianca.

Ci sono diversi finanziamenti regionali/comunitari che agevolano questo tipo di interventi, anche per ovviare con il prelievo delle acque raccolte alle emergenze in caso di siccità o di incendi.

Sfruttando la bella paiara all’ingresso e la restante parte del terreno, si potrebbero prevedere diverse attrattive per rendere allettante la frequentazione della località e -perché no- anche fonte occupazionale (giochi acquatici e non, bar/ristoro, mercatino dell’usato, ecc.).
Resta inteso che qualcosa va fatta, prima di tutto la verifica dell’integrale e corretta bonifica del sito.

Nunzio Dell’Abate (pubblicato su Il Volantino)

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