Ambiente, Cultura, Quercia Vallonea, Tricase

VOTIAMO LA “QUERCIA VALLONEA” ALBERO EUROPEO DELL´ANNO 2020

TRICASE – Dal 1 al 29 febbraio sono aperte le votazioni online per decretare il vincitore del contest “Albero Europeo dell’anno 2020”. (Per votare clicca sul sito treeoftheyear.org).

A rappresentare l’Italia c’e’ la nostra Quercia Vallonea gia’ vincitrice del titolo di Albero Italiano dell’anno (LEGGI QUI) avendo avuto  la meglio sulla Quercia di Fossalta che si trova vicino a Portogruaro, la Quercia delle Checche che sorge in Val d’Orcia, in provincia di Siena e il Leccio dell’Etna, un grosso leccio, nato lungo le falde dell’Etna.

Sul sito treeoftheyear.org la nostra Quercia Vallonea sfidara’ gli alberi di Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, federazione Russa, Slovacchia, Spagna e Regno Unito.

Per confermare il voto e’ necessario validarlo tramite mail. Si possono esprimere due voti, naturalmente il secondo voto si puo’ dare all’abero meno bello o con meno voti.

Clicchiamo tutti insieme sul link treeoftheyear.org e facciamo vincere ancora una volta la mitica quercia Vallonea.

Lo scopo del Tree of the Year europeo è quella di sottolineare l’importanza dei vecchi alberi come patrimonio naturale e culturale che dovremmo stimare e proteggere.

Nella gara Tree of the Year, a differenza di tante altre gare, non importano la bellezza, la grandezza e l’età, ma la storia ed il collegamento con la gente. Infatti cerchiamo gli alberi che sono diventati parte integrante della comunità.

Quercia Vallonea di Tricase

La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.  è candidata a diventare patrimonio nazionale dell’UNESCO. Nell’anno 2000 il WWF l’ha identificata come “Albero-Simbolo” della Puglia.

La Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come “Quercia dei cento cavalieri”: come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate dalle tradizioni locali. Si narra, per esempio, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un temporale [Fonte: Terrarossa]. Da qui il soprannome.

La quercia rappresenta per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all’economia locale perché dalle sue ghiande si può ricavare il “tannino”, una sostanza utilizzata nella concia delle pelli. treeoftheyear.org 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *