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WINSPEARE IL SINDACO E “LA VITA IN COMUNE” A “DISPERATA”

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“Entra anche tu nella piccola comunità di Disperata contribuendo alla realizzazione di questo progetto e potrai vivere le emozioni del film ricevendo in esclusiva le pillole video direttamente dal set.
La mia gratitudine ti raggiungerà, con mille sorprese, in capo al mondo!    Il Sindaco di Disperata”

Questo l’appello dal Sindaco di Disperata che promette anche di dare la cittadinanza onoraria del comune a chi dara’ un contributo per la realizzazione del nuovo film.

Edoardo Winspeare il regista di Depressa tenta cosi’ di reperire i fondi necessari per la registrazione del suo nuovo film “La Vita in Comune” lanciando una campagna di  crowdfunding con un video originale. Il film conta del sostegno di Rai Cinema, della Banca Popolare e di un finanziatore ‘anonimo’. Sostegno che non basta a completare il budget visti i grandi tagli applicati ormai nei finanziamenti pubblici.

Attraverso una semplicissima operazione sara’ possibile contribuire al sostegno economico. Due gli indirizzi di riferimento, il primo – www.lavitaincomune.com – con tutte le indicazioni sull’opera e quelle tecnicamente necessarie alla contribuzione, il secondosaiettafilmsrl@gmail.com – destinato alla corrispondenza e ad ogni domanda, richiesta di chiarimenti, proposta.

Disperata sta, naturalmente, per Depressa.

“Sì, solo che qui a essere depresso è principalmente il sindaco. Il paesino, infatti, pur essendo quasi a ridosso del Capo di Leuca, non è diventato alla moda, non ci sono americani, né inglesi, non è fashion. È mezzo disastrato, i giovani se ne vanno e il manifatturiero è in crisi. Ma grazie all’amicizia inconsueta tra Filippo e due banditi da strapazzo, Disperata potrà ricominciare a rinascere”. (La Repubblica: 11 febbraio 2016)

“La vita in comune” è la storia un’amicizia improbabile, quella fra un sindaco onesto ma depresso e due balordi con ambizioni criminali, e come da questo incontro possa rinascere la voglia di vivere e la passione per le cose belle e utili alla comunità.

Il titolo ha infatti un doppio significato, uno politico, l’altro sociale. Qui il “comune” è sia un sostantivo, per indicare la sede della vita amministrativa del paesino salentino di Disperata, che un aggettivo, nel significato di vita condivisa all’interno di una comunità. Il film è una commedia dove si raccontano delle situazioni molto serie con dei personaggi reali che credono fermamente – e a volte purtroppo – in quello che fanno.

Non si cerca la simpatia, né l’effetto provocato da una battuta, ma si narra la storia di un gruppo di personaggi paradossali e allo stesso tempo, mi si creda, molto plausibili in un paese del Basso Salento. Il paesino di Disperata si trova nel Finis Terrae d’Italia o, come diceva Carmelo Bene, “al sud del sud dei Santi”, dove la lontananza dai centri di potere crea dei personaggi naturalmente originali.

La ricerca dell’umorismo attraverso la leggerezza e la poesia è così presente in tutto il film da non sembrare una commedia classica. Potrei citare i riferimenti letterari e cinematografici per introdurre il lettore al tipo di atmosfera e umorismo del film, ma preferisco che sia lo spettatore a scoprirli, come anche non sta a me esprimermi sulla qualità della sceneggiatura. Mi si perdonerà invece se rivendico una grande originalità nella scrittura “La vita in comune”… e speriamo anche nella sua messa in scena.

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